Mps: ispezione Bce riguarda intero portafoglio crediti

25 Novembre, 2016, 08:26 | Autore: Nazario Acquaviva
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Se il vantaggio del "no" si confermasse nelle urne, scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera, "il governo si dimetterebbe o quantomeno il suo futuro sarebbe a rischio, quindi l'aumento di capitale di Mps risulterebbe congelato". Il voto inciderà sul destino di Siena, anche se Morelli cerca di tenere i due piani separati: "Piano industriale e ricapitalizzazione sono sganciati da considerazioni legate al referendum".

Gli azionisti di Monte Paschi di Siena hanno dato luce verde ad nuova situazione patrimoniale per la copertura delle perdite, ad un aumento del capitale e al raggruppamento delle azioni (con 1 nuovo titolo per ogni 100 azioni di vecchio corso). Basterà davvero la conversione di poco meno di un quarto dei bond cui è diretta l'offerta per ritenere "soddisfacente" il livello di adesioni e procedere con l'aumento di capitale? D'altronde gli azionisti, in assenza di un "piano B", non avevano altra scelta e ora avrà inizio la sfida dell'esecuzione del piano. Uno dei nodi di fondo dell'operazione di salvataggio di Mps, è la conversione dei bond subordinati in azioni. "Qualunque esito diverso da quello che auspichiamo dovrà essere discusso con le autorità di Vigilanza". Questo il timing indicato dall'Ad.

Nel complesso le passività potenzialmente interessate raggiungerebbero i 64,8 miliardi. Nel road show, ha detto Morelli, "abbiamo incontrato più di 250 investitori e qualcuno ha chiesto un terzo o quarto incontro". Una volta avuta l'indicazione del mercato sulla conversione, "potremo considerare quando aprire la finestra per la sottoscrizione delle azioni", ha proseguito l'ad di Mps. Inoltre, sempre con lo stesso obiettivo di allargare il volume di affari, MPS, come la maggioranza delle banche italiane in Italia. erogò prestiti come si dice "a cani e porci, meglio se amici di amici politici", Il risultato è che adesso il povero Marco Morelli, neo Amministratore delegato di MPS continua la ricerca, novello Diogene, di qualche istituzione che acquisti 30 (dicasi trenta!) miliardi di crediti incagliati -termine nobile per dire che non riescono a recuperarli-pagando a MPS un prezzo di almeno 9 miliardi. Dalla nota integrativa si apprende però anche che le condizioni della cessione sono cambiate e il portafoglio da 926 milioni verrà invece venduto per 252 milioni, cioè per appena il 27,2%.