Benetton, Alessandro si dimette dal Cda

28 Novembre, 2016, 21:00 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Alessandro Benetton- Fonte Ansa

Si vociferava già da un mese la decisione di Alessandro Benetton di lasciare il posto che lo vede Presidente Esecutivo dal 2013 dell'azienda di famiglia ed oggi è arrivata la conferma. L'imprenditore cinquantenne dovrà anche motivare la sua scelta, anche se si ipotizza che sia legata alla sua mancata condivisione dei progetti futuri di Benetton, come riportato nelle ultime news; da qui la volontà di dimettersi dal Cda dell'azienda di Ponzano Veneto e seguire nuovi progetti che verranno probabilmente annunciati nei prossimi giorni. L'uscita del manager, figlio di Luciano e presidente esecutivo del gruppo per un anno e mezzo (fino al 2013), dall'azienda di famiglia risale a un mese fa ma la notizia, data da La Tribuna di Treviso e confermata in mattinata dalla stessa azienda, è di queste ore.

Cosa farà ora Alessandro, classe 1964, per il momento ancora membro dei Cda di Edizione e di Autogrill, oltre a continuare ad occuparsi a tempo pieno di 21 Investimenti, la società di private equity da lui stesso fondata?

Nell'Italia del centrosinistra e dell'abbondanza, a un passo dal fatale Sessantotto, i pulloverini Benetton, multicolor, facilmente componibili, poco costosi, fatti apposta per le minigonne e per i jeans, diventano una specie di divisa democratica. Presto la rete dei negozi smart della Benetton si diffondono in varie parti del Pianeta. Insomma "bianchi e neri, arabi ed ebrei, angeli e diavoli stretti in un tenero abbraccio". Si va dalla "suora che bacia il prete alla donna nera che stringe al petto nudo un bambino bianco, dal morente di Aids ai vestiti insanguinati del caduto in Bosnia". Denuncia sociale e politica pura.

Poi nel 2000 l'intesa tra l'industriale e l'artista si spezza. A investire negli autogrill e negli aeroporti. O almeno non esistono più alcune delle dinastie industriali, in particolare nel settore tessile, tra i più colpiti dalle crisi susseguitesi nell'ultimo decennio. "Tanto che in una intervista a Libero Alessandro, il dimissionario, aveva detto: "Il segreto dei Benetton è stato partire senza soldi. Quando non hai mezzi, sei predisposto al cambiamento e vengono fuori le idee".

La prima generazione "si era divisa equamente i compiti ma alla seconda generazione tutto si è complicato", scrive La Stampa.