Draghi: "La crisi è alle spalle"

19 Mag, 2017, 19:58 | Autore: Nazario Acquaviva

Riguardano la sicurezza, le migrazioni, la difesa e, in generale, tutti quei problemi che possono essere affrontati soltanto mettendo in comune sovranità. "Ora questa maggioranza silenziosa ha riacquistato la sua voce, il suo orgoglio e la fiducia in se stessa", ha chiosato. All'epoca un simile progetto sembrava audace e ottimistico, così come oggi sembra audace ed ottimistico chiedere maggiore integrazione.

La crisi degli anni passati ha finito per diventare una sorta di "distruzione creativa - secondo Draghi - che ha rimesso in discussione idee consolidate, in cui prassi inadeguate sono state sostituite da procedure più solide e dove si sono dirette ricerche e analisi a aspetti precedentemente ignorati delle nostre società". Sottolinea Mario Draghi: "Quest'anno è il 60esimo anniversario del Trattato di Roma e il 25esimo anniversario del Trattato di Maastricht, che ha creato l'Unione monetaria". La riparazione è iniziata con l'Unione bancaria. Ma attenzione a non abbassare la guardia poiché le sfide sono tante - spiega il numero uno dell'Eurotower - e vanno ben oltre il completamento dell'Unione monetaria. L'Unione europea e l'euro hanno sempre richiesto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei, ma spesso a farsi sentire sono state solo le rumorose voci dell'opposizione. "Soltanto lavorando assieme le nazioni dell'Europa riusciranno a superare queste sfide" e c'è "una vera opportunità per progredire".

Secondo Draghi la crisi iniziata nel 2008 ha portato non solo alla recessione in tutto il mondo, e all'aumento della disoccupazione, ma anche alla nascita di populismi e nazionalismi.

Oggi la Bce ha pubblicato il "Rapporto sull'integrazione finanziaria in Europa". Necessita una riforma sostanziale, due possibili riforme che aumenterebbero la capacità di reazione della politica economica: l'introduzione di un doppio mandato per la Bce, sulla falsariga della Fed americana, e una regola fiscale che consenta di scorporare gli investimenti pubblici dal deficit (la "regola d'oro"). Quello che manca è la volontà politica di trasformarle in realtà.

"La maggioranza silenziosa torna a farsi sentire in Europa" - Un'Europa che dopo più di qualche scossone (Il ciclone Brexit e l'elezione di Donald Trump salutata tutt'altro che con favore) sembra aver ritrovato equilibrio e energia.