UE, Draghi: "Crisi, finita. Servono misure per consolidare il benessere"

21 Mag, 2017, 04:35 | Autore: Nazario Acquaviva

E' il quadro tracciato in un discorso a Tel Aviv dal presidente della Bce Mario Draghi che ha sottolineato come "ora la crisi è alle nostre spalle".

L'architettura istituzionale dell'Unione economica e monetaria "resta incompleta sotto diversi punti di vista - ha aggiunto il numero uno dell'Eurotower - La crisi ha reso visibili i punti deboli strutturali nella nostra costruzione e ci ha costretto ad affrontarli". Parlando con il Der Standard l'uomo che in questi anni non è che abbia mostrato particolari simpatie nei confronti di alcuni paesi dell'Unione, in particolare nei confronti del paesi del Mediterraneo e, ancor più in particolare dell'Italia, fornendo dell'integrazione una versione estremamente "nazionalistica" (nel senso di salvaguardia degli interessi tedeschi ai quali gli altri si devono solo adeguare), ha spiegato che il prossimo presidente non potrà essere scelto sulla base della nazionalità ma solo su quelle delle capacità.

Marchel Alexandrovich, economista senior per l'Europa di Jefferies, fa notare che, certo, la Bce può anche cambiare le regole, tuttavia "più il QE andrà avanti, più la Bce dovrà cambiare le regole.e la questione ora è la volontà della banca di andare avanti con il programma". "La domanda interna, sostenuta dalla politica monetaria della Bce, è il motore principale dela ripresa".

Come vedremo a breve, il buon Draghi è andato addirittura in Israele per comunicare al mondo che la crisi è finita! "E tutte queste sfide sono diventate più difficili rispetto al passato". Oggi, la maggioranza silenziosa ha ritrovato la propria voce, il proprio orgoglio e autostima. "Solo lavorando insieme le nazioni europee possono superare queste sfide, L'opportunità di un progresso è reale". L'Unione Europea e l'euro hanno sempre avuto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei ma, spesso, si riuscivano a sentire soltanto le voci degli oppositori.

Oggi la Bce ha pubblicato il "Rapporto sull'integrazione finanziaria in Europa". Fin'ora le proposte ragionevoli della Bce sono state quelle che prevedono di risolvere i problemi aumentando il debito in un'area economica che in media ha un debito pubblico pari al 96% del Pil.