Imu, ma anche i ricchi votano

23 Mag, 2017, 18:53 | Autore: Nazario Acquaviva
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E' forse questa la vera novità di un pacchetto che di misure che rinnova inviti già fatti più volte alle autorità nazionali, dalle quali ci si attende attuazione credibile delle riforme.

Sulla raccomandazione della Commissione riguardo l'Imu per i redditi alti il commissario Ue agli affari monetari Pierre Moscovici ha sottolineato che è "un'indicazione che facciamo dal 2016". Reintrodurre la tassa sulla prima casauna delle tante proposte, le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme", ma "cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non e' una buona idea". E' sulla base delle risposte che Roma dara' a queste raccomandazioni che, nel prossimo autunno, la Commissione rivalutera' l'andamento dei conti pubblici e la riduzione del debito. "Il programma di riforme dell'Italia per il 2017 presenta impegni di breve e medio periodo, in continuità con precedenti programmi come questo", si legge nel testo del documento. Bruxelles spiega che "non c'è base per portare avanti una procedura per squilibri, purché ci sia una implementazione piena delle riforme" raccomandate. Nel 2018, però, l'Italia dovrà fare "un notevole sforzo di bilancio" per "adottare una politica di bilancio in linea con i requisiti del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita". Ma la richiesta dell'Ue si scontra con il parere del ministro dell'Economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, che di alzare le tasse ai ricchi proprio non vuole sentir parlare.

"Rivendichiamo con orgoglio la scelta di aver abolito l'Imu sulla prima casa a prescindere dalle fasce di reddito". Il Governo infatti aveva provveduto due anni fa a eliminare la tassa sulla prima casa. È necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la crescita, comprese riforme economiche intelligenti e un'applicazione altrettanto intelligente della politica di bilancio. Restando nel campo della giustizia, l'esecutivo Ue chiede anche di "aumentare la lotta contro la corruzione, in particolare rivedendo lo statuto delle limitazioni". Non poteva mancare l'invito al "completamento della riforma del pubblico impiego" (ma gli ultimi decreti Madia?) e la rimozione degli "ostacoli alla concorrenza".

LAVORO Coinvolgendo le parti sociali, l'Italia deve infine "rafforzare il contesto di contrattazione collettiva per consentire ai contratti collettivi di tenere meglio in considerazione le condizioni locali" e "garantire efficaci politiche attive del mercato del lavoro, facilitare l'assunzione di lavoro per il secondo lavoratore delle famiglie, razionalizzare la spesa sociale e migliorarne la composizione".