Sondaggi choc, dibattiti evitati, che accade alla campagna della May?

03 Giugno, 2017, 20:51 | Autore: Ubaldo Insinga

La premier britannica Theresa May ha espresso la sua "delusione" al presidente Donald Trump che l'aveva chiamata per annunciarle la decisione di formalizzare il ritiro degli Usa dall'accordo di Parigi sul clima. Battute e critiche anche dagli altri esponenti, come il leader libdem Tim Farron, che si è chiesto dove fosse il primo ministro e ha aggiunto che lei ritiene di avere già assicurato il voto dei britannici.

L'ultima esibizione dei due, a distanza, da Jeremy Paxman, non ha fatto che confermare il recente trend che vede Corbyn molto più a suo agio di fronte alle telecamere rispetto a May; e anche se le risposte del leader della sinistra laburista sono state evasive su alcuni temi salienti (il "conto" da versare a Bruxelles per la Brexit, l'uso delle armi nucleari in caso di attacco) la percezione di Corbyn come di un ordinary guy, una persona comune, disposta a scherzare e a battibeccare con Paxman, ha colpito i telespettatori più che non il refrain della premier, fin troppo meccanica nel ripetere che solo lei potrà ottenere l'accordo migliore con Bruxelles sulla Brexit, e che il suo sarà un governo "stabile" e "forte". In difficoltà i liberaldemocratici, che cedono al sette oper cento.

Con un programma anti austerità, Corbyn ha ridotto della metà, in appena due settimane, l'enorme distacco che separava i Labour dai tories (fino ai 25 punti percentuali) arrivando a 56 punti. La giostra dei sondaggi va avanti: l'ultimo sulle elezioni britanniche del prossimo 8 giugno è quello pubblicato dal Times, che suggerisce che i conservatori della premier Theresa May potrebbero non raggiungere la maggioranza assoluta. Il sistema elettorale britannico prevede che i 650 seggi siano assegnati agli eletti negli altrettanti collegi elettorali uninominali in cui è diviso il Paese.

Sulla Brexit, la May ha detto che il suo voler essere "difficile" condurrà a un buon accordo e che rispetterà "la volontà del popolo" e sarà "un successo".

Approccio più morbido per il suo avversario, in grande risalita nei sondaggi. Il sondaggio condotto da YouGov mostra che il vantaggio dei laburisti tra gli elettori con meno di 50 anni è in crescita a dieci punti da otto dell'ultimo sondaggio, segnalando una frattura generazionale nel corpo elettorale.