2 giugno 2017 | Blue whale a Molfetta, salvato in extremis un ragazzo

04 Giugno, 2017, 06:21 | Autore: Ubaldo Insinga
  • Molfetta, sospetto caso di

È accaduto nei pressi della stazione ferroviaria di Molfetta, dove i carabinieri hanno salvato un ragazzo di 17 anni che, secondo la loro ricostruzione, avrebbe voluto suicidarsi. Il 17enne è stato bloccato in stato di incoscienza e trovato con diversi tagli sulle braccia, sulle mani e sulla fronte da cui usciva ancora del sangue, tutti i tipi di indirizzi di quelli che ormai purtroppo sono gli ordini perversi che i curatori impartiscono agli adolescenti che si fanno persuadere a portare fino in fondo il gioco della balena nato in Russia e via via arrivato anche in Italia. Ad allertare i Carabinieri una telefonata anonima che segnalava un giovane salito sul cavalcavia della ferrovia. Solo più tardi, confidandosi con la madre, ha raccontato di essere stato recentemente al cinema per vedere un film horror e di aver iniziato a camminare lungo la strada ferrata sin dalle 4 del mattino: dettagli che inducono a ritenere che stesse partecipando proprio al Blue Whale. Gli investigatori ritengono che si tratti di un caso sospetto di Blue Whale, la sfida social che spingerebbe i ragazzi ad affrontare cinquanta prove estreme in cinquanta giorni, fino al suicidio. Immediata la richiesta di interrompere la circolazione dei treni in quel tratto, ma un convoglio stava già sopraggiungendo.

Il Blue Whale è una sorta di assurdo rituale che ha lo scopo di condurre qualcuno, prevalentemente un giovane, debole e depresso, verso il suicidio.

Per i militari una confessione, un grido d'aiuto.

Il ragazzo è stato trasportato al policlinico di Bari per le cure del caso. I carabinieri indagano quindi, sotto la direzione della Procura per i Minorenni di Bari e di quella Ordinaria di Trani, per istigazione al suicidio, aggravata, poiché in danno di minorenne. Ora sono in corso le indagini serratissime e blindatissime della questura di Roma per rintracciare il cosiddetto "turor", colui che in Rete adesca e conduce i partecipanti in questo pericoloso percorso. Anche nel nostro Paese negli ultimi tempi, tuttavia, si sta diffondendo l'allarme: la polizia, su tutto il territorio nazionale, sta prendendo in esame 120 casi sospetti. "Il fenomeno si combatte se lo si comprende e se c'è informazione adeguata". "Con equilibrio e senza enfatizzare, serve che si faccia corretta informazione".