Alfano, bye-bye Pd (ma resta al governo)

04 Giugno, 2017, 02:48 | Autore: Ubaldo Insinga
  • Legge elettorale Renzi Si vota nella prima settimana di luglio /Diretta

Piuttosto Ap si preparerà a superare la soglia del 5%, e proprio per questo Maurizio Lupi è già da oggi incaricato di tessere rapporti con altre forze politiche, pronte ad unirsi ad Ap proprio allo scopo di rappresentare con percentuali più alte, le aspettative dei centristi in Italia. A parlare per nome e conto degli alfaniani, Sergio Pizzolante scatenando l'ira dei renziani che ribattono: tutto falso. Insomma, le dichiarazioni di Pizzolante suggeriscono l'esistenza di un piano orchestrato da Matteo Renzi: far cadere l'esecutivo Gentiloni, andare a elezioni anticipate per tornare a Palazzo Chigi nuovamente. "Una certa agitazione nel Pd verso il governo Gentiloni c'è fin dalla sua nascita". In cambio ci ha detto: "la legge elettorale scrivetela voi". Si prevede, in sostanza, la soglia al 5 per cento, nessun premio di governabilità e nomi dei candidati sulla scheda.

"La nostra lealtà anche se mal ripagata la rimetteremmo a disposizione". "Mi appello alla responsabilità di tutti". Il Pd ha smentito seccamente, ma le polemiche sono subito arrivate in parlamento: "È uno scenario eversivo e inquietante. Questo accordo potrà finalmente restituire la parola agli italiani, consentendo agli elettori, dopo quattro governi non scelti dai cittadini, di decidere da chi vogliono essere governati".

E' insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi.

Per il M5s "l' accordo sulla legge elettorale non è affatto sancito". Ancora troppo presto per dire se ci sarà un'inversione di tendenza o meno, ma si dimostra quantomai vera la prudenza con la quale spesso descriviamo gli andamenti del'opinione pubblica: le variazioni sono graduali, si possono apprezzare solo nel medio periodo e non vi è quasi mai la certezza che una tendenza prosegua senza battute d'arresto.

Duro il commento di Paola Binetti (UDC): "E' la legge della giungla, quella in cui il più forte divora il più debole". Alcuni hanno annunciato che si rivolgeranno alla presidente Laura Boldrini e Ignazio La Russa ha detto che si rivolgerà al presidente Mattarella. "È meschina convenienza politica". "Nessuno può sottovalutare l'incognita del Grande Centro che, a questo punto, è a un bivio che non consente alternative".

Intanto la guerriglia si sposta sugli emendamenti alla legge elettorale, che già vede slittare a martedì il suo approdo in aula, su cui sono in corso in queste ore trattative: cosa accadrebbe se qualcuno volesse emendare il tedescum per garantire le preferenze (già si è cominciato a gridare contro il nuovo Porcellum) e in Senato venisse avanzata (e accolta) la richiesta di un voto segreto? Lo slittamento è dato dalle proteste dei piccoli partiti che hanno ritenuto insufficiente il tempo per esaminare il provvedimento depositato dal Dem, Emanuele Fiano.