'Ndrangheta infiltrata ovunque: politica, pa, economia e... Il dossier

23 Giugno, 2017, 09:27 | Autore: Ubaldo Insinga
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Sempre secondo il rapporto, alcune indagini "hanno rivelato un rapporto tra la 'ndrangheta, esponenti di rilievo delle Istituzioni e professionisti di piena intraneità, al punto da giocare un ruolo di assoluto primo piano nelle scelte strategiche dell'associazione, facendo parte di una 'struttura riservata' di comando". Lo si legge nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia e nello specifico nella parte dedicata al 'distretto di Milano' e alle inchieste più recenti dei magistrati della Dda milanese, guidati da Ilda Bocassini.

Le mani della 'ndrangheta sono dappertutto, in ogni settore, e l'organizzazione non si arricchisce più intercettando solamente flussi economici illeciti, con il traffico di droga o le estorsioni, ma anche intercettando flussi pubblici.

La 'ndrangheta "è presente in quasi tutte le regioni italiane nonché in vari Stati, non solo europei, ma anche in America - negli Stati Uniti e in Canada - ed in Australia". Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana "sono territori in cui l'organizzazione criminale reinveste i cospicui proventi della propria variegata attività criminosa, nel settore immobiliare o attraverso operatori economici, talvolta veri e propri prestanome di esponenti apicali delle diverse famiglie calabresi, talaltra in stretti rapporti con esse, al punto da mettere la propria impresa al servizio delle stesse", si legge nella relazione. "L'uso stabile e continuo del metodo corruttivo-collusivo da parte delle associazioni mafiose - si legge nella relazione -, determina di fatto l'acquisizione (ma forse sarebbe meglio dire, l'acquisto) in capo alle mafie stesse, dei poteri dell'Autorità pubblica che governa il settore amministrativo ed economico che viene infiltrato".

Radicata ovunque, anche nelle istituzioni.

A Roma del resto la situazione non è migliore: secondo la Dna infatti "sulla scorta delle decisioni giudiziarie sinora intercorse, può affermarsi l'esistenza di un'organizzazione criminale di stampo mafioso operante nel territorio della città di Roma, la quale si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà, per commettere delitti e per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, di appalti e servizi pubblici".

La relazione si avvia alla conclusione sottolineando come "All'interno di questa cabina di regia criminale è stato gestito il potere, quello vero, quello reale, quello che decide chi, in un certo contesto territoriale, diventerà sindaco, consigliere o assessore comunale, consigliere o assessore regionale e addirittura parlamentare nazionale od europeo. Sono stati, invero, Romeo e De Stefano a pianificare, fin nei minimi dettagli, l'ascesa politica di Alberto Sarra, consigliere regionale nel 2002, subentrando a Giuseppe Scopelliti, fatto eleggere sindaco di Reggio Calabria, assessore regionale nel 2004, prendendo il posto di Umberto Pirilli, a sua volta eletto al Parlamento Europeo grazie al massiccio appoggio di praticamente tutte le famiglie del mandamento di centro, da Villa San Giovanni a Bova Marina e, infine, sottosegretario regionale nel 2010, designato del predetto Scopelliti, nel frattempo divenuto Presidente della Regione Calabria". "Questa mutata realta' ha direttamente inciso sul fenomeno dei foreign fighters, con una contrazione del numero delle partenze". "Questo Ufficio - si legge nella relazione - conferma, anche alla luce delle nuove questioni esaminate e dei nuovi dati pervenuti, la necessità di concentrare le risorse dello Stato finalizzate alla repressione dei reati su fenomeni più gravi ed allarmanti del traffico di droghe leggere".