Ecomafia 2017, Liguria prima regione del Nord per illeciti ambientali

04 Luglio, 2017, 13:16 | Autore: Menodora Allio
  • Protesta dei cittadini di Casal di Principe per la bonifica della terra

Il Faro on line - "La presentazione del dossier Ecomafia 2017, avvenuta questa mattina alla Camera, ci ricorda che ancora lungo è il percorso da fare per un efficace contrasto contro i tanti ecoreati che giornalmente vengono perpetrati nei nostri territori", lo dichiara in una nota Cristiana Avenali, consigliera Pd della Regione Lazio e componente della Commissione Ambiente. Se nel 2015 le infrazioni accertate erano state 839, vale a dire oltre 2 reati ai danni dell'ambiente al giorno, nel 2016 sono state circa 700. In aumento, invece, il numero di arresti (225 contro i 188 del 2015), denunce (28.818 nel 2016 rispetto alle 24.623 dell'anno precedente) e sequestri (7.277 contro i 7.055 del 2015). In questo quadro, fatto di luce e ombre, diminuisce complessivamente in percentuale il peso delle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso, che passa dal 48% del 2015 al 44% del 2016, anche se si confermano ai primi posti nella classifica per numero di illeciti ambientali: in vetta la Campania con 3.728 illeciti, davanti a Sicilia (3.084), Puglia (2.339) e Calabria (2.303). La torta da 13 miliardi, comunque più bassa del 32% rispetto allo scorso anno per via della "riduzione della spesa pubblica per opere e infrastrutture e del ridimensionamento del mercato illegale", se la spartiscono 331 clan della malavita. Risalendo la Penisola, il Lazio è la regione del Centro con più reati, mentre al Nord lo scettro è della Liguria. Su scala provinciale, quella di Napoli è stabilmente la più colpita con 1.361 infrazioni, seguita da Salerno (963), Roma (820), Cosenza (816) e Palermo (811). Un trend positivo, che lascia ben sperare.

Un esempio sono i dati legati al ciclo illegale del cemento e quelli sull'abusivismo edilizio, anch'essi in calo (-10% gli illeciti sul ciclo illegale del cemento, mille in meno, 17.000 contro 18.000, gli immobili abusivi costruiti) ma che nonostante l'inversione di tendenza, rimangono una grande preoccupazione per un Paese ad alto rischio idrogeologico.

Oggi si contano quasi 350 inchieste per attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti, con 1649 ordinanze di custodia cautelare, 7.976 denunce e il coinvolgimento di 914 aziende. Le infrazioni riguardano soprattutto pesce, vini e altri alcolici. Calano i reati contro gli animali. Con il Sud che resta nella morsa dell'ecomafia e la Campania in testa alla classifica regionale degli illeciti; il Lazio prima Regione del centro-Italia, la Liguria prima del Nord. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha specificato come "sicurezza ambientale, protezione dell'ambiente e lotta alla corruzione in materia ambientale sono sfide politiche enormi e per realizzare una vera conversione ecologica, per puntare sulla rigenerazione, occorre in questa legislatura approvare la legge sul consumo del suolo". La situazione, tuttavia, resta allarmante, e bisogna ancora fare molto perché l'Italia, dal punto di vista ambientale, si possa considerare davvero un Paese "normale". "È questo il momento in cui agire insieme per rafforzare la nostra azione".