Charlie, udienza a Londra. Gigli: vita umana vale anche se disabile

14 Luglio, 2017, 22:22 | Autore: Rufina Vignone
  • Charlie Gard Londra riesamina il caso dopo l'appello del Bambino Gesù   
                       
                
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Ci hanno offerto le loro cure all'avanguardia e sono fiduciosi di poter aiutare Charlie. Oggetto del contendere la possibilità di una nuova terapia da sperimentare che a questo punto, se concessa, scongiurerebbe l'ipotesi che al piccolo venga staccata la spina del respiratore artificiale che lo tiene in vita. "E il paradosso è che tanti medici stranieri gliela darebbero, mentre quelli inglesi, quelli del suo Paese, no". Obiettivo del giudice sarà capire se ci sono le basi per sottoporre il bimbo a un trattamento sperimentale.

Galantino: "Dare ascolto ai genitori" - Sul caso di Charlie Gard la Chiesa italiana è tornata ad esprimersi con le parole del Segretario generale dei vescovi, Nunzio Galantino: "Bisogna dare ascolto ai genitori". La Corte, si era già espressa sul caso dando ragione ai medici del Great Ormond Street e autorizzandoli a staccare i macchinari che tengono in vita il neonato, però è stata nuovamente chiamata in causa dai medici dopo l'offerta di trattamenti da parte dell'ospedale Vaticano e di un ospedale statunitense. "Io vedo invece segni di miglioramento", si dice convinta.

Inoltre, Francis ha lasciato intendere che la decisione non sarebbe arrivata oggi: "Un decisione rapida non deve essere a scapito dell'equità. Speriamo di andare avanti", ha detto la donna che ha aggiunto di aver ricevuto il sostegno da Papa Francesco e dal presidente americano Donald Trump.

Ma per i genitori quelle frasi sono state travisate.

Come sempre, i genitori di Charlie sono arrivati all'Alta Corte con il peluche preferito del piccolo. "Ma gli avvocati mi hanno spiegato che è meglio di no".

MEDICO USA - L'elettroencefalogramma del piccolo Charlie Gard "mostra una disorganizzazione dell'attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore".

Sono casi che dovrebbero risolversi nel dialogo tra medico, paziente e familiari.

Chris Gard e Connie Yates prima dell'udienza avevano dichiarato di sperare che il giudice "alla fine deciderà in nostro favore" permettendo loro di far curare il bimbo da "esperti medici specializzati nella malattia" di cui soffre.

In aula i genitori hanno contestato i dati forniti dai medici dell'ospedale infantile Great Ormond Street di Londra per ciò che riguarda i danni irreparabili al cervello del bambino e la misurazione della testa del piccolo: la colotta cranica per i medici non sarebbe cresciuta negli ultimi 3 mesi fatto questa che dimostrerebbe come non vi siano per il piccolo speranze di sopravvivenza: la mamma sostiene invece che la testina sarebbe cresciuta di 2 cm.

"L'unico modo per dire quanto sia permanente la disfunzione cerebrale" del piccolo Charlie Gard "è tentare la terapia", ha spiegato ancora.