Processo Borsellino: cadono accuse a carico di 9 persone

14 Luglio, 2017, 22:12 | Autore: Menodora Allio
  • Una città che dimentica la sua storia è una città persa

A quasi venticinque anni esatti dal botto che fece strage del giudice Paolo Borsellino la corte d'appello di Catania ha assolto tutti i 9 imputati nel processo di revisione alle condanne emesse a Caltanissetta. Quest'ultimo era stato condannato solo per il furto della macchina che venne imbottita di tritolo e non per il reato di strage, mentre Orofino era stato ritenuto responsabile di appropriazione indebita, favoreggiamento e simulazione di reato. L'iniziativa della sottosezione dell'associazione nazionale magistrati, aperta alla libera partecipazione dei cittadini, si terrà in accordo con il Consiglio dell'ordine degli avvocati e prevede, dopo alcuni interventi sulla figura del magistrato, la proiezione del film "Era d'estate", protagonista l'attore Beppe Fiorello, che ripercorre l'estate del 1985 trascorsa da Falcone e Borsellino con le rispettive famiglie, sull'isola dell'Asinara dove erano stati condotti per motivi di sicurezza, per preparare l'ordinanza di rinvio a giudizio contro gli imputati del maxi processo contro Cosa Nostra.

A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, che ha riscritto tutta la fase esecutiva della strage sbugiardando il falso pentito Vincenzo Scarantino.

"Nulla c'è da da dire - spiega il legale di Gaetano Murana, l'avvocato Rosalba Di Gregorio - quando finalmente si è di fronte a una sentenza giusta".

Resta, per chi ne rispondeva, la condanna per mafia che è stata, però, già abbondantemente scontata. Alla Corte d'Appello di Caltanissetta ora spetterà rideterminare la pena e quantificare i risarcimenti per chi è stato ingiustamente detenuto.

Per i condannati che erano detenuti è stata anche sospesa l'esecuzione della pena che era ormai divenuta definitiva.

Alle battute finali del processo di revisione le due procuratrici generali avevano preso la parola per chiedere scusa alle persone condannate ingiustamente a nome delle Istituzioni. I giudici, infatti, hanno riconosciuto al picciotto della Guadagna la circostanza attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse.