Un anno dopo il golpe fallito è festa nazionale in Turchia

17 Luglio, 2017, 12:48 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Dal mondo  Turchia in migliaia in piazza per commemorare fallito golpe

Dopo il fallito golpe le autorità turche hanno arrestato decine di migliaia di persone sospettate di essere legate all'organizzazione gulenista, chiamata Feto, in base allo stato d'emergenza proclamato il 20 luglio 2016 e tuttora in vigore. Anche se nei fatti i rapporti con l'Europa restano imprescindibili, convogliando oltre la metà degli scambi commerciali di Ankara, "l'Unione europea non è indispensabile", ha ribadito Erdogan, accusandola di fargli "perdere tempo" e assicurando di aver in tasca "piani B e C". Mentre ancora si discute sui numeri del maxi-raduno di Maltepe - la cifra di 1,5 milioni di partecipanti, stimata dagli organizzatori, ha trovato conforto nei calcoli della Camera nazionale degli ingegneri - la sfida di Erdogan al monopolio delle piazze è lanciata.

Un anno fa, il 15 luglio 2016, un gruppo di militari tentava il più inconsueto e breve colpo di stato nella storia della Turchia.

Il bilancio finale fu di 290 morti, 1440 feriti e circa 6 mila, tra militari e giudici, arrestati perché ritenuti complici dello sventato colpo di stato.

Di tre mesi in tre mesi il decreto è stato prorogato ed è tutt'ora in vigore.

Poche ore prima gli uomini morti in difesa dell'attuale uomo forte erano stati ricordati anche nel corso di una sessione speciale del Parlamento di Ankara, durante la quale il premier Binali Yildirim ha affermato che "la notte più buia divenne una notte degli eroi", paragonandola a una "seconda guerra di indipendenza" dopo quella alla caduta dell'impero ottomano nel 1923.

Ankara ha organizzato una serie di eventi per celebrare il primo anniversario della sconfitta del tentato golpe dello scorso anno.

Ma l'unico recente baluardo democratico nel Paese è stato rappresentato dalla marcia per la giustizia organizzata dal Partito repubblicano del popolo.

"La Turchia - prosegue Bagci - è uno Stato europeo e ha legami economici, giuridici e politici molto stretti con l'Ue e in particolare con alcuni Paesi come Germania, Francia e Italia". I giudici supremi hanno stabilito infatti che l'arresto dei due giornalisti aveva violato il loro diritto alla libertà personale.

Articolo 21, insieme alla Federazione nazionale della stampa italiana, non solo raccoglie e rilancia l'appello ma promuoverà una giornata di mobilitazione sui social per amplificare la campagna contro il bavaglio turco.