Leucemia acuta bambini: nuova tecnica con staminali

27 Luglio, 2017, 19:52 | Autore: Rufina Vignone
  • Leucemia infantile nuova tecnica permette trapianto midollo da genitore non compatibile

Potrebbe rappresentare un'occasione di guarigione definitiva per centinaia di bambini in Italia e nel mondo colpiti da leucemie e tumori del sangue.

Tale approccio rivoluzionario offrirebbe anche ai bimbi con midollo trapiantato da un genitore, il quale non è mai completamente compatibile, le medesime probabilità di guarigione di chi invece riesce a trovare un donatore adatto. Una svolta nella cura di questi piccoli pazienti: non sarà infatti più necessario reperire un donatore totalmente compatibile e non si dovranno attendere i tempi di smaltimento delle liste di attesa. Franco Locatelli e i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Blood, trovando anche l'entusiastica accoglienza della Società Americana di Ematologia (ASH).

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha comunicato di aver messo a punto una nuova tecnica per il trattamento della leucemia acuta nei bambini.

Il metodo era già stato applicato per contrastare immunodeficienze e malattie genetiche (come talassemia), ma gli sforzi dei ricercatori italiani hanno allargato il range delle patologie trattabili alle leucemie e ai tumori del sangue.

Per ovviare a questa limitazione, sono stati creati i Registri dei Donatori Volontari di Midollo Osseo, con più di 29 milioni di donatori, e le Banche di Raccolta del Sangue Placentare, che rendono disponibili circa 700.000 unità nel mondo. Il 30-40% dei pazienti non trovava perciò un donatore idoneo o necessitava di essere operato con urgenza, non avendo tempo di ricercare un donatore compatibile esterno alla famiglia. Da qui il ricorso ai genitori, che sono però per definizione compatibili solo per il 50% con il proprio figlio.

Tuttavia, l'utilizzo di queste cellule senza alcuna manipolazione rischia di causare gravi complicanze, potenzialmente fatali, correlate alla procedura trapiantologica stessa.

I medici del Bambin Gesù hanno studiato perciò un nuovo metodo di manipolazione delle staminali, permettendo di eliminare le cellule responsabili delle complicazioni e lasciando un alto numero di cellule capaci di proteggere il paziente dalle infezioni pericolose. I risultati del Bambino Gesù dimostrano come il rischio di mortalità da trapianto è straordinariamente basso (nell'ordine del 5%), il rischio di ricaduta di malattia è del 24% e, conseguentemente, la probabilità di cura definitiva per questi bambini è superiore al 70%, un valore sovrapponibile (anzi lievemente migliore) a quello ottenuto nello stesso periodo in pazienti leucemici trapiantati (sempre nell'Ospedale della Santa Sede) da un donatore, familiare o non consanguineo, perfettamente compatibile.