UniCredit, salita a due cifre per l'utile semestrale

03 Agosto, 2017, 13:35 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Il ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier

E in borsa il titolo vola: tra le blue chips brilla Unicredit (+4,51%), sostenuta dalla diffusione dei conti del trimestre che indicano una crescita dell'utile del 3,3% a 945 milioni di euro nel secondo Q e del 40,2% nel semestre a 1,853 mld di euro rispetto al precedente semestre.

Escludendo l'impatto negativo da 310 milioni legato alla vendita di Bank Pekao, l'utile del secondo trimestre è pari a 1,3 miliardi.

Il Gruppo Cdp chiude il primo semestre 2017 con un utile netto pari a 2,5 miliardi di euro (era 0,6 miliardi nel primo semestre 2016) e un totale dell'attivo pari a 415 miliardi, in aumento di 4,3 miliardi (+1% rispetto al 31 dicembre 2016).

I ricavi sono scesi del 2,5% a 9,69 miliardi di euro, mentre i costi operativi hanno riportato una contrazione del 3,6% a 5,7 miliardi di euro, con un rapporto costi/ricavi migliorato dal 59,8% al 56,5%.

Il coefficiente Common equity tier 1 fully loaded è al 12,8%. "Tutti i nostri team sono rimasti focalizzati sull'esecuzione e sul raggiungimento degli obiettivi del piano", ha dichiarato, Jean Pierre Mustier commentando i risultati. "In particolare, la cessione di Pekao, insieme alla nostra organica generazione di utili, ha avuto un impatto positivo di 72 punti base sul nostro Cet1 ratio fully loaded, che nel secondo trimestre ha raggiunto il 12,8%".

Il margine di interesse del semestre è stabile a 2,7 miliardi, con dinamiche commerciali influenzate dalla riduzione dei tassi alla clientela. Quanto al dividendo, Mustier ha precisato che per quest'anno si aspetta una cedola cash Unicredit pari al 20% dell'utile normalizzato. "La chiusura di ulteriori 186 filiali - si legge nel comunicato - è pianificata entro la fine del 2017, in anticipo rispetto al piano nell'Europa occidentale".

Infine, nel secondo trimestre 2017 il programma di riduzione delle filiali del gruppo UniCredit è progredito, con la chiusura complessiva di 464 filiali da dicembre 2015, corrispondenti al 49% delle 944 in chiusura programmata, obiettivo per il 2019. In Italia sono state già realizzate 90 chiusure a luglio.