L'annuncio del ministero: "Multe in arrivo per chi non accetta pagamenti elettronici"

07 Agosto, 2017, 12:17 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Diventeremo un popolo di pagatori elettronici

A dirlo è il coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo, dopo aver appreso la notizia che entro il prossimo mese di settembre il Governo introdurrà le sanzioni per quelle attività che non accetteranno i pagamenti con le carte di credito per importi superiori ai 5 euro. "Con l'introduzione delle sanzioni, milioni di attività che lavorano esclusivamente per altre aziende o per la Pubblica amministrazione - prosegue Paolo Zabeo - saranno obbligate a dotarsi del Pos e a sostenere dei costi del tutto inutili".

Già la Legge di stabilità dell'anno scorso prevedeva l'obbligo di dotarsi di Pos e il pagamento elettronico dai 5 euro in su: la nuova norma, allo studio dei ministeri dell'Economia e dello Sviluppo economico, aggiornerà quella precedente.

"Chi usa la carta per saldare l'idraulico, pagare il tassista o per la parcella del medico potrebbe avere un piccolo sgravio fiscale su quella spesa di cui ha lasciato traccia elettronico proprio in virtù del suo effetto anti evasione". Anche perché, in base ai dati europei raccolti dalla Bce, il nostro paese è indietro rispetto agli altri sia per il numero di operazioni effettuate con carte elettroniche che per le somme pagate con le stesse. Per Boccadutri, "i costi dei pos sono una leggenda".

"Abbiamo aperto un tavolo con le categorie di professionisti - spiega infatti Casero - e parleremo anche con le banche per ridurre i costi dei Pos".

30 euro per ogni diniego ad accettare il pagamento tramite Bancomat o carte di credito. "I commercianti dal 2016 beneficiano di un regolamento europeo che mette un tetto alle commissioni interbancarie, senza ribaltare il beneficio sui consumatori, inoltre sempre grazie allo stesso regolamento possono rifiutare le carte per loro più care, ovvero decidere di accettarle come servizio al cliente".

La sanzione diventa quindi, sottolinea Boccadutri, "una leva necessaria in mano al consumatore che oggi di fronte al rifiuto o a chi fa melina non può che pagare in contanti".