Licata (Agrigento): Angelo Cambiano, "cacciato" il sindaco che demoliva i fabbricati abusivi

10 Agosto, 2017, 14:42 | Autore: Menodora Allio
  • Il nubifragio che si è abbattuto su Licata lo scorso novembre

Cambiamenti a Licata, dove il primo cittadino, Angelo Cambiano, è stato sfiduciato dal Consiglio comunale.

La sfiducia era nell'aria, la presentazione della proposta era stata firmata infatti da numerosi consiglieri e, numeri alla mano, soltanto qualche ripensamento dell'ultim'ora dei trenta inquilini dell'aula consiliare poteva evitare la fine prematura dell'amministrazione guidata da Angelo Cambiano. Ieri sera è stato sfiduciato dal consiglio comunale. Ventuno i voti a favore della sfiducia, uno in più del quorum necessario. La mozione era stata presentata da sedici consiglieri comunali: contestano al sindaco scelte sbagliate che avrebbero fatto arrivare meno risorse nelle casse comunali. Cambiano, eletto meno di due anni fa, ha annunciato che impugnerà l'atto perché "le motivazioni riportate nella mozione sono solo bugie".

Il sindaco ha parlato anche ai microfoni di Radio Capital. Non accetto chiamate e solidarietà a posteriori. Sono amareggiato dalla politica e dalla sua falsità alla ricerca solo del consenso. "Le sentenze vengono emesse nel nome del popolo italiano, serve una legge e nei vari condoni gli immobili sono sempre stati esclusi dalla possibilità di sanatoria".

Nei due anni di governo della città, l'elemento che maggiormente ha caratterizzato l'esperienza di Cambiano riguarda la demolizione di numerose case abusive lungo la costa licatese in esecuzione delle sentenze degli anni passati della procura di Agrigento; l'azione delle ruspe ha avuto la ribalta nazionale sia per le tensioni interne all'opinione pubblica cittadina e sia per alcuni episodi inerenti presunte intimidazioni all'ex primo cittadino, il quale ha subito, tra le altre cose, il danneggiamento della residenza di campagna. Cambiano ha accusato chi, dopo la sua sfiducia, "potrà strizzare l'occhio agli abusivi promettendo un condono per un pugno di voti in più".