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Allegri: "Vicino alle dimissioni dopo Cardiff, ma ho ancora da insegnare"

11 Agosto, 2017, 15:31 | Autore: Ave Pintor
  • LaPresse  Fabio Ferrari

Il tecnico è tornato a parlare di Leonardo Bonucci con amarezza rivelando un clamoroso retroscena. Ma vale la regola aurea: "se lui è felice, io sono felice per lui". Il motivo del suo addio pare sia stato causato proprio dai dissidi tra i due. L'apprezzeranno poi in futuro, fra qualche anno capiranno. "Se tornassi indietro, quale partita vorresti rigiocare?"

L'obiettivo immediato è la Supercoppa, da strappare domenica alla Lazio, ma il sogno resta la Champions League. Il pericolo era la ripresa anche perché avevo due giocatori zoppi, Mandzukic e Pjanic. E così devono fare le grandi squadre.Nell'intervallo non è successo assolutamente niente. "Sono stati più forti e sono uscito dal campo in pace con me stesso". A me piace scherzare con i giocatori, ma sempre con il rispetto dei ruoli. Anche punto di vista dello stipendio è Allegri il top player della Juve (Higuain con 7,5 milioni di euro è il calciatore più 'ricco' della rosa) e il prolungamento è stato l'ennesimo segnale della dirigenza alla squadra: prima viene la società, poi l'allenatore e poi i singoli. Questo è molto importante per i giocatori. "Qualsiasi giocatore che arriva alla Juventus, se può dare otto, alla fine riesce a fare nove". Il presidente è giovane, ma nonostante l'età ha grandi idee ed è bravo a miscelare la tradizione di una delle famiglie più importanti d'Italia assieme ai suoi progetti per l'estero.

E a proposito di rapporti ha fatto discutere molto la 'rottura' con Bonucci, poi passato al Milan: "A me è dispiaciuto molto". Leo doveva essere il futuro capitano della Juventus, l'uomo spogliatoio per il futuro, trasmettere quello che è la Juve ai ragazzi.

La Juve, però, non ha mai avuto dubbi su chi supportare. "La colpa non è di nessuno".

Allegri ha anche specificato cosa significa giocare la Champions, ma anche vincerla. Cercavo di farglielo capire...

Eppure il Max non si è perso d'animo, e ora che la Juve è disegnata a sua immagine e somiglianza siamo certi che riuscirà a lavorare con ancora maggiore efficacia e intensità, essendo oltretutto un tipo che conosce bene la provincia e la gavetta, la fatica e il sudore, per nulla incline agli eccessi e solido come il granito per quanto concerne la visione del futuro e il fatto di non montarsi la testa nemmeno quando sarebbe lecito farlo. Buffon è diverso dagli altri. "Parlo con lui, mi confronto e a volte ha bisogno del sostegno dell'allenatore".