"I killer del cuore sono i carboidrati". Non i grassi

02 Settembre, 2017, 18:52 | Autore: Rufina Vignone
  • Dieta sana? Fuori i carboidrati e patate dentro grassi e carne

I numeri dello studio PURE che riabilita i cibi grassi sono effettivamente significativi. E' la conclusione di un discusso studio presentato dal Congresso Europeo di Cardiologia a Barcellona. Le risultanze sono quasi sconvolgenti: ne viene fuori, come ha spiegato a Lancet Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University tra gli autori dell'analisi, che "limitare l'assunzione di grassi non migliora la salute delle persone, che invece potrebbero trarre benefici se venisse ridotto l'apporto dei carboidrati al di sotto del 60 per cento dell'energia totale, e aumentando l'assunzione di grassi totali fino al 35 per cento". Oggetto della ricerca è stata la presunta correlazione tra il consumo di grassi e il rischio di mortalità: dopo gli innumerevoli studi sulla sana alimentazione, i risultati di questo ultimo lavoro spezzerebbero una lancia in favore dei grassi, saturi e insaturi, che sarebbero correlati ad un minore rischio di mortalità se consumati in maniera regolare.

PURE ( Prospective Urban Rural Epidemiology) è una ricerca che è stata condotta per 12 anni su oltre 154mila persone fra i 35 e i 70 anni, provenienti da 18 paesi con redditi differenti.

Secondo i ricercatori la riduzione dei grassi non migliorerebbe affatto la salute del cuore. Nella fascia alta del consumo di grassi, i partecipanti hanno mostrato una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. I partecipanti sono stati divisi in classi a seconda della dieta seguita.

Ogni tipo di grasso è stato associato alla riduzione del rischio di mortalità: -14% per i grassi saturi, -19% per i grassi monoinsaturi, -29% per quelli polinsaturi. Alberto Zambon, associato di Medicina all'Università di Padova: "Anche se negli ultimi venti anni tutti gli studi hanno dimostrato che quando si tratta di fattori di rischio degli eventi cardiovascolari, la parte del leone è svolta dalla correzione dei lipidi, è ragionevole pensare che il consumo di carboidrati possa essere limato al ribasso, anche se l'impatto sui fattori di rischio è minore e richiede più tempo".

Un'alimentazione carica di carboidrati è tra le più nocive, tanto che aumenta del 28% il rischio di morte prematura.

Insomma, cuore e carboidrati non vanno d'accordo, e lo studio consiglia di assumere il 35% di calorie proprio dal grasso. Per gli uomini significa 30 grammi al giorno, per le donne 20.

Il rischio per il cuore arriverebbe dai carboidrati e non, come si è sempre pensato, dai #grassi.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 135.000 adulti e hanno scoperto che chi tra loro ha "tagliato" i grassi hanno una vita più corta rispetto a chi ha continuato a mangiarli.