Sofia Zago e la malaria: dove è avvenuto il contagio?

07 Settembre, 2017, 10:48 | Autore: Rufina Vignone
  • Bimba muore di malaria. Ministero della salute invia esperti

Malgrado le spiegazioni degli esperti, molti politici stano cavalcando questa tragedia e chiedono lo stop agli sbarchi e la chiusura "ermetica" dei confini. Se le impronte ematiche impresse nel sangue della vittima risulteranno le stesse lasciate in quello delle due sorelline di 4 e 11 anni, rientrate con la malaria dal Burkina Faso e che hanno incrociato Sofia nell'area giochi del reparto trentino di pediatria, ci sarà la prova del contagio in ospedale. Parole che a sinistra, ma anche dentro Alternativa popolare, vengono giudicate alla stregua del "peggior sciacallaggio politico". "L'altra possibilità è che la zanzara sia arrivata in Italia portata da qualcun altro". L'inchiesta punterebbe ad appurare se siano stati seguiti i protocolli previsti per le cure per ricostruire fedelmente le tappe cliniche che hanno portato al decesso di Sofia. La bambina era stata infatti colpita da malaria cerebrale, una forma della malattia particolarmente aggressiva, contro la quale le terapie si sono purtroppo rivelate inutili. Il dottor Paternoster chiarisce sul quotidiano di Torino che "non sono stati eseguiti interventi chirurgici, né sulla bambina né sulle quatto persone (presenti in ospedale in quei giorni, ndr) che avevano già contratto la malaria". Non solo. "È anche - aggiunge De Petris - specchio di incredibile ignoranza". "Del gruppo faranno parte anche esperti di malattie infettive e tropicali ed esperti dell'Istituto Zooprofilattico". Trascorso il periodo di incubazione, di solito circa 10 giorni dalla puntura della zanzara infetta, compaiono febbre alta, mal di testa e un diffuso torpore che peggiora di ora in ora. E dunque, è compito, delle amministrazioni "attuare iniziative - conclude Bonelli - per debellare la proliferazione di questi insetti anche attraverso antagonisti biologici". "Il rischio non è quindi - ha continuato - tanto legato agli immigrati, quanto ai viaggi nelle aree a rischio". "Le regioni d'Italia - prosegue Della Torre - dove sono presenti maggiormente le Anopheles sono quelle tirreniche e centro meridionali, come ad esempio la Toscana". E cioè che la malaria uccide. "Nel nostro Paese il rischio - ha specificato Della Torre - è molto basso (secondo Pregliasco sarebbe più facile vincere al Superenalotto, in termini di probabilità)". Ha lavorato per anni in Uganda, ha preso la malaria due volte, nell'ultima settimana ha ricoverato dieci casi, di cui un paio gravemente compromessi. "Ma non impossibile, come potrebbe dimostrare il caso della bambina di Trento". Una cosa che gli esperti ritengono giustificabile visto che era difficile pensare a un caso di malaria. "Probabilmente causata da una specie di zanzara in grado di garantire il ciclo vitale del Plasmodio falciparum, oppure dovuta a qualche colonia di Anopheles che talvolta in letteratura è descritta nei dintorni degli aeroporti, dove arrivano trasportate involontariamente all'interno dei vettori".

Sul fronte indagini sulla morte della piccola Sofia Zago, avvenuta a Brescia dopo il trasferimento dall'ospedale Santa Chiara di Trento, spunta l'ipotesi di contagio da siringa infetta. "Ma ora non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari".