Buoni pasto, ora si possono usare anche in agriturismi

09 Settembre, 2017, 03:04 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Le nuove regole sui buoni-pasto

Il provvedimento - conclude Agriturist - permetterà di spendere fino a otto buoni pasto in una volta a due milioni e mezzo di lavoratori, per un giro d'affari stimato in tre miliardi di euro. A partire da domani, 9 settembre, entra in vigore il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che rivoluziona la materia dei ticket restaurant forniti dai datori di lavoro ai propri dipendenti in sostituzione del servizio di mensa.

Nonostante Camera e Senato avessero proposto un innalzamento del valore monetario del buono pasto a 21 euro per evitare la cumulabilità dei ticket e imbrogli, il parere contrario delle associazioni di categoria e dalle imprese di largo consumo hanno spinto il Parlamento a votare le nuove regole per i buoni pasto senza aumentarne il loro valore e mantenendo la possibilità di accumularli.

Via libera alle nuove regole per i buoni pasto. D'ora in poi, infatti, sarà possibile usare i ticket restaurant non solo come già accade nei bar, nelle tavole calde e nella grande distribuzione ma anche nei mercatini, negli spacci aziendali, negli agriturismi. "Poterli 'spendere' per la spesa agricola o per i pasti agrituristici negli esercizi che aderiranno, può essere cosa gradita ai produttori ed ai consumatori". Tuttavia non era raro vedere consegnare alle casse dei supermercati blocchetti di buoni per pagare la spesa, visto che i controlli sono pochi.

Resta invece in vigore il divieto di cederli a terzi o di commercializzarli in cambio di denaro. Fino a oggi si poteva utilizzare un solo ticket al giorno, mentre da domani saranno spendibili fino a otto buoni pasto al giorno.

Le novità diventate ufficiali con la pubblicazione del decreto MISE stabiliscono che i buoni pasto potranno essere utilizzati soltanto dal titolare, ovvero dal lavoratore al quale vengono erogati come servizio sostitutivo di mensa aziendale. Non possono essere, inoltre, convertiti in denaro o rivenduti e potranno essere utilizzabili esclusivamente per l'intero valore facciale. L'utilizzo resta circoscritto al pagamento di esercizi che somministrano o vendono cibi e bevande.

Secondo la nuova direttiva, i buoni pasto non sono più appannaggio esclusivo dei dipendenti full-time.