Nubifragio a Livorno, il nonno muore mentre cerca di salvare il nipotino

12 Settembre, 2017, 05:54 | Autore: Menodora Allio
  • Maltempo Livorno il nonno eroe morto per salvare la famiglia chi era Roberto Ramacciotti

Registrati picchi di 250mm in poche ore con diffusi allagamenti in città, frane e smottamenti sulle colline retrostanti. Lui e la moglie vivevano al primo piano di un palazzo di fine Ottocento, non lontano dal mare, dove sotto c'era tutta la famiglia di suo figlio Simone.

È l'alba, dormono, quando la casa e le loro vite vengono spazzate via dal Rio Maggiore che esonda. Il nonno Roberto è agente storico dell'agenzia empolese, da trent'anni ne era il titolare. La situazione è più critica nei quartieri di Collinaia e Ardenza e Montenero, per l'esondazione di alcuni dei torrenti cittadini e il fango che ha invaso gli scantinati delle case. "L'acqua saliva troppo velocemente". Il nonno è riuscito a mettere in salvo solo la nipotina Camilla, 3 anni, e poco dopo è annegato. Qualche ora dopo i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato i cadaveri: Roberto, Simone, Glenda, il piccolo Filippo. Altre due persone sono morte in luoghi diversi: Raimondo Frattali di 70 anni in via della Fontanella e Roberto Vestuti, 44 anni di Carrara. Il fango ha spazzato la spiaggia trascinando auto, furgoni, scooter.

Laureato in economia e commercio aveva anche studiato a Boston, e condivideva con il padre l'amore per lo sport. Ogni weekend usciva con la sua bicicletta da corsa verso le curve del Romito e di Castiglioncello. Poi ha tentato di salvare il nipotino di quattro anni e i loro genitori.

"Sono rientrato in casa per cercare di salvarli, nel frattempo è arrivato il nonno".

Ai Tre Ponti, una delle spiagge più famose di Livorno, il muro di cinta che costeggia il ponte è crollato. Scendo e sulle scale che portano al giardino c'è Simone Ramacciotti che tiene in braccio una bambina, sua figlia. Al suo posto c'è una distesa viscida. IL RACCONTO DEL VICINOMarco, un vicino, racconta a giornalisti e televisioni: "Siamo corsi a vedere, è sceso anche Roberto, ma il livello dell'acqua saliva rapidamente. Dal boato a quel momento sono passati al massimo due minuti, non di più".

Simone e sue padre Roberto, rispettivamente di 37 e 65 anni, lavoravano entrambi a Empoli alle Assicurazioni Generali, oltre ad essere da tempo sostenitori della stagione concertistica e dell'attività del Centro Studi Musicali "Ferruccio Busoni". Roberto aveva la passione per il ciclismo, Simone per la corsa. "Empoli piange insieme a voi". Simone e Glenda Ramacciotti abitavano con due figli piccoli nel seminterratto di una villetta di inizio '900 vicino allo stadio.