Corte di giustizia Ue richiama l'Italia: "Non può vietare le coltivazioni Ogm"

13 Settembre, 2017, 21:46 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ogm, la Corte di giustizia Ue bacchetta l'Italia e dà ragione a Fidenato

Fa discutere la sentenza di oggi della Corte di giustizia europea relativa al divieto introdotto dall'Italia nel 2013 di coltivazioni OGM.

Bruxelles. Gli Stati dell'Ue non possono adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente.

"Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. "La sentenza di oggi della Corte di giustizia europea, riguardante il singolo caso - che tra l'altro aveva risvolti di tipo penale - dell'agricoltore friulano, fa riferimento a norme abbondantemente superate dalla legislazione vigente". Dinanzi al tribunale di Udine a carico dell'agricoltore friulano Giorgio Fidenato che, assieme a Leandro e Luciano Taboga, erano stati accusati dalle autorità italiane di avere messo a coltura la varietà di mais geneticamente modificato (MON 810), in violazione della normativa nazionale che ne vieta la coltivazione.

"Sebbene tale principio possa giustificare l'adozione di misure provvisorie di gestione del rischio nel settore degli alimenti in generale - si precisa nella nota di sintesi sulla sentenza -, esso non permette di eludere o di modificare, in particolare rendendole meno stringenti, le disposizioni previste per gli alimenti geneticamente modificati, poiché essi sono già stati oggetto di una valutazione scientifica completa prima di essere immessi in commercio". "Il principio di precauzione, inoltre - sottolinea la Corte - che presuppone un'incertezza sul piano scientifico in merito all'esistenza di un certo rischio, non è sufficiente per adottare tali misure". "L'Italia - ricorda la Coldiretti - è infatti tra la maggioranza dei Paesi membri dell'Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata nel 2015". Secondo tale principio, gli Stati membri possono adottare misure di emergenza al fine di scongiurare rischi per la salute umana che non siano stati ancora pienamente identificati o compresi in ragione di una situazione di incertezza sul piano scientifico.

In tale contesto, la Corte constata che, "qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa manifestamente comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente, nè la Commissione nè gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione di mais Mon 810".

La Corte rileva, peraltro, che uno Stato membro, quando ha informato ufficialmente la Commissione circa la necessità di ricorrere a misure di emergenza e la Commissione non ha adottato nessuna misura, può adottare tali misure a livello nazionale.