In Italia il 18% di laureati, contro il 37% della media Ocse

13 Settembre, 2017, 13:46 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ocse. Italia penultima per numero di laureati e maglia nera per la spesa pubblica nellʼistruzione

In prospettiva - commenta Turi - il divario esistente nella componente femminile, farà aumentare ancora di più il divario di genere tra i docenti del sistema scolastico italiano che, invece va riequilibrato. Come spiega Francesco Avvisati, l'economista dell'Organizzazione che e' tra gli autori dello studio, 'gli esiti occupazionali sono decisamente migliori per le lauree nei campi scientifici o economici, piu' vicini ai bisogni del mondo del lavoro. "L'Italia ha un sistema d'istruzione professionale importante e si prevede che il 53% della popolazione conseguirà un diploma secondario superiore a indirizzo professionale nell'arco della propria esistenza", rileva l'Ocse. Soprattutto nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni i laureati in discipline quali Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica sono solo il 25 per cento. Come sottolinea Avvisati, a mancare in Italia e' pero' un sistema che arricchisca la formazione professionale nell'arco di tutta la vita lavorativa. La partecipazione degli adulti a percorsi di formazione - formale e non - resta così tra le più basse dell'Ocse.

La pubblicazione presenta per la prima volta anche un capitolo dedicato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Il livello piu' alto e' nelle regioni del Centro, storicamente le piu' legate al pubblico impiego, dove la laurea era considerata un sicuro viatico per un posto di lavoro. Umbria ed Emilia Romagna sono a pari merito con il 21%, seguite dalla Toscana e Liguria con il 20%.

Secondo il dossier, l'Italia resta agli ultimi posti per spesa pubblica nell'istruzione (dati 2014): ha speso per l'istruzione il 4% del suo Pil (-7% sul 2010) contro il 5,2% della media Ocse, ha destinato il 7,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche al ciclo dell'istruzione (-9% sul 2010) e ha speso in media 9.300 dollari USA per studente contro i 10.800 della media Ocse.In Italia il livello di istruzione della popolazione adulta è più alto nelle regioni del Centro, ma i giovani laureati si concentrano anche nelle regioni più dinamiche del Nord. Il 'gap' regionale si vede anche tra i Neet, i giovani tra i 15e i 29 anni inattivi. Tuttavia il relativo livello di spesa è inferiore alla media OCSE.

In Campania, Sicilia e Calabria la percentuale di Neet raggiunge rispettivamente il 35%, il 38% e ancora il 38%. Tra l'altro, il tasso di inattivita' tra i 25-34enni in Italia e' del 33% per chi al massimo ha frequentato la scuola dell'obbligo (media Ocse 30%), del 25% per i diplomati (Ocse 16%), ma arriva anche al 24% per i laureati ed e' il peggiore dell'Ocse a fronte di una media dell'11%. Secondo l'organizzazione, nel nostro Paese le prospettive di lavoro per i laureati sono inferiori rispetto a quelli dei diplomati.