Spagna, Corte costituzionale sospende seconda legge su referendum Catalogna

13 Settembre, 2017, 01:01 | Autore: Menodora Allio
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Madrid prima ha bocciato la convocazione del referendum del 1 ottobre e la legge che l'ha resa possibile.

A seguito della decisione della Consulta, la Procura catalana, per evitare la 'consumazione del reato' ha ordinato alla Polizia catalana, alla Guardia Civil e alla Polizia nazionale di sequestrare le urne e tutto il materiale che potrebbe essere usato per lo svolgimento del referendum sull'indipendenza del 1 ottobre.

Interrogato dai cronisti su che cosa faranno i Mossos d'Esquadra, la polizia regionale che dipende dal governo catalano davanti all'ordine della procura, il portavoce del governo di Barcellona Jordi Turull si è limitato a rispondere che dopo gli attentati jihadisti del mese scorso "la priorità dei Mossos è la lotta contro il terrorismo". È stato chiamato in causa anche lo sport: se da un lato è stata ventilata l'esclusione del Barcellona dalla Liga spagnola di calcio in caso di indipendenza catalana, dall'altro Rafa Nadal (maiorchino e membro del Real Club de Tenis Barcelona) ha espresso la sua contrarietà al referendum: "Dal mio punto di vista, ognuno dovrebbe rispettare le leggi". Il presidente catalano Carles Puigdemont ha replicato che è invece "legale" in base alla nuova "legittimità catalana".

Una misura che lo stesso Rajoy - che ha definito il referendum "un chiaro e intollerabile atto di disobbedienza alle nostre istituzioni democratiche" - non avrebbe voluto applicare perché facilmente percepibile come un'aggressione all'autonomia del territorio catalano.

Oggi, a tre anni di distanza, tornano le stesse dinamiche che hanno impegnato per diverso tempo l'opinione pubblica spagnola. Sempre che il governo centrale lo permetta.