Ius soli: Orfini, dare tutti una mano

16 Settembre, 2017, 14:41 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Ius soli Gentiloni'Impegno rimane

"Il ministro Delrio sa bene che per il gruppo del Pd al Senato il provvedimento rimane prioritario e sa altrettanto bene che portarlo in Aula in questi giorni avrebbe significato affossarlo perché non c'erano i numeri". Sono giovani che vanno a scuola con i nostri figli e dei paesi dei loro genitori non conoscono neanche la lingua, giovani che sono a tutti gli effetti italiani.

Da quel momento il Pd non è più riuscito a trasmettere un'immagine univoca sulla sua determinazione a chiudere la legislatura con il varo di una norma di civiltà che fra l'altro rimette l'Italia nel novero delle nazioni europee che già da tempo ce l'hanno, in alcuni casi ancora più avanzata. Se la abbiamo approvata alla Camera è grazie al Pd.

"Orfini chiede ai ministri del Pd di lavorare perché si giunga alla richiesta di fiducia sullo ius soli".

La legge sullo ius soli per ora è andata in soffitta visto che come ha affermato il capogruppo del Pd al Senato, Zanda, manca la maggioranza e quindi il rinvio della discussione è a data da destinarsi. Una sensazione che probabilmente ha avvertito anche Delrio.

Si tratta dell'ennesimo episodio di quella perdita di significatività del discorso politico che è anche alla base del distacco dei cittadini dai suoi rappresentanti: c'è un partito di maggioranza che dice apertamente che questa maggioranza non esiste più e si pone sulla linea del tirare a campare rinunciando a profilare le sue convinzioni e le promesse rivolte al suo elettorato per non si capisce quale motivazione politica. Pensano gli esponenti del Pd che all'elettore non sia chiaro che la rinuncia allo Ius Soli è un fatto appunto di opportunità? E aprono una distanza col segretario dem, a cui Delrio è storicamente vicino, che ha detto: "Capisco l'amarezza di Graziano, che da sindaco di Reggio Emilia promosse la raccolta firme "L'Italia sono anch'io" per i diritti di cittadinanza, ma io sto con Gentiloni". Devono essere riconosciuti per quello che sono: persone. "Ultimamente è stato creato un clima molto grave, sono state utilizzate parole sbagliate - si allarma - bisogna saper governare l'immigrazione perché non può essere governata dagli scafisti o dal caso ma da flussi regolari che danno dignità e certezza di accoglienza".