Consip, Renzi: "Governo valuti se alcuni carabinieri tramarono"

17 Settembre, 2017, 15:14 | Autore: Menodora Allio
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"Penso che qualcuno che voleva utilizzare Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l'Expo, come per il Jobs act".

Lo scrive il segretario del PD Matteo Renzi nella sua newsletter Enews. A chi gli domanda se ritiene che si sia trattato di un complotto, "non e' una parola che ho mai utilizzato e non la utilizzo adesso".

E sì perché punire in questo modo un soggetto collettivo, per giunta a causa di responsabilità individuali già - giustamente - riconosciute e sanzionate, "è da intendersi come un attacco alla democrazia" come lo ha definito il senatore e presidente di Idea Gaetano Quagliariello.

Ma siamo pieni di gente che dà lezioni di 'onestà onestà onestà' al Pd. Le intercettazioni sono state falsificate per montare un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni. Esprimo innanzitutto stima verso l'Arma dei carabinieri nella quale ci sono personalità straordinarie che meritano il rispetto di tutti gli italiani, salvo casi anche recenti di cronaca, stima assoluta. Stima e rispetto per i magistrati, perche' penso che la stragrande maggioranza dei giudici sia fatta di persone di grande livello. Che poi non ha mancato di far notare a Renzi che lui stesso "è nelle condizioni ideali per sapere cosa sarebbe accaduto se fosse stato applicato al caso Lusi il criterio politico e morale che lui utilizza oggi per la Lega". Il tempo è galantuomo e la verità verrà a galla, va ripetendo l'ex premier da quando gli inquirenti hanno aperto il fascicolo sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione, che coinvolge - tra gli altri - il padre di Renzi, Tiziano, e il suo braccio destro Luca Lotti, accusati di rivelazione di segreto d'ufficio. "Lo scandalo Consip è nato per colpire me, ho l'impressione che finirà per colpire quelli che hanno falsificato le prove per colpire il presidente del Consiglio", scandisce.