Oliverio chiude il cantiere: "La Calabria sia la nostra bussola"

17 Settembre, 2017, 22:45 | Autore: Menodora Allio
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E' stato il presidente Mario Oliverio a chiudere stamane il "Cantiere Calabria" per tre giorni attivo presso l'Università della Calabria a Rende, stabilendo una ricognizione, un ampio confronto, un momento di verifica sull'attività di programmazione e la contestuale fase operativa ormai entrata nel vivo a due anni e mezzo dall'insediamento del governo regionale.

"Mai come adesso il destino dell'Italia è profondamente intrecciato con quello della Calabria".

Ma si potrebbe continuare con i decreti, con l'atteggiamento autoritario dell'ultimo Minniti e anche in questo caso, i Cinquestelle sono beatamente distratti e lasciano fare. Su tutto, prevale la consapevolezza che la Calabria di oggi ha fatto importanti passi in avanti rispetto anche al recente passato: su infrastrutture, ambiente, innovazione, agricoltura finalmente gli indicatori non ci condannano ai bassifondi e ciò deve rappresentare motivo di autentico orgoglio. "La Calabria quest'anno ha raggiunto il record di presenze turistiche, questi sono i segni positivi, indice che qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta".

Cilento ha quindi osservato: "Se si vuole raggiungere il traguardo dello sviluppo e della competitività, bisogna soprattutto intervenire sulla burocrazia, semplificando ogni tipo di processo della pubblica amministrazione legato alle richieste ed alle esigenze delle aziende agricole ed agroalimentari calabresi, con una maggiore "interconnessione" tra gli uffici preposti (ad esempio tra il dipartimento regionale all'agricoltura, l'Arcea e gli altri assessorati, comunque competenti su problematiche agricole, agroambientali e sanitarie)". "Devono essere la nostra ossessione". E stendiamo un velo pietoso per le sceneggiate alla Mario Merola che i Cinquestelle consentono di fare al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri accogliendolo sotto la bandiera di una legalità falsa e ipocrita. Poi c'è la legalità, che non è un ostacolo allo sviluppo: il principale nemico per lo sviluppo della Calabria è la 'ndrangheta, e noi dobbiamo impegnarci non nel tenerla a freno, ma per sconfiggerla.

Inoltre aggiunge Minniti: "La Calabria e' una delle regioni piu' belle, in alcuni casi folgorante. Se l'Africa starà bene anche l'Europa starà bene, e la Calabria non può non considerare la propria posizione come una risorsa da sfruttare". Solo così vinceremo questa partita, conquistando cuore e cervello dei calabresi, che deve partire dal palazzo, ma non si vince nel palazzo, bensì per strada. Quello che con Falcone era un principio irrinunciabile, oggi è un obiettivo possibile e dobbiamo lavorare con impegno e passione, e su questo la Calabria si gioca una partita nazionale. Parlando di "Cantiere Calabria" precisa: "Queste iniziative sono importanti, ma non basta che sia solo una iniziativa di successo, ma dovete e dobbiamo pensarla come una sfida democratica". Questa sfida deve vivere all'interno della comunita' calabrese, ma non con le chiacchiere, con i progetti.

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