Donne in piazza per il diritto all'aborto e contro la violenza

28 Settembre, 2017, 09:20 | Autore: Rufina Vignone
  • “Ve la siete cercata!” tornano in piazza le donne di “Non una di meno”

Con gli hastag #riprendiamocilalibertà #stopviolenzasulledonne #stopviolenceagainstwomen #differentlanguage #stalking #freedom la CGIL ha lanciato una campagna e una iniziativa a livello nazionale, declinata su tutti i territori, per tornare a dire NO ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE, per chiedere agli uomini, alla politica, ai media alla magistratura, alle forze dell'ordine più responsabilità nei comportamenti e nel linguaggio, e mettere alla berlina ogni tentativo di depenalizzazione dello stalking insieme alla becera narrativa con cui gli stupri e gli omicidi diventano un processo alle vittime.

Volete togliere senso ai numeri che parlano di un dramma.

"Il Direttivo e tutte le operatrici del Centro contro la violenza alle donne del Telefono Rosa Piacenza, si dissociano fortemente dai contenuti e dalle modalità delle scritte apparse dai giorni scorsi su alcuni muri del centro città". Donne e minori sono le priorità confermate dalle socie in assemblea, così come i punti fondanti dei centri antiviolenza sono la segretezza e l'anonimato, la scelta e l'autodeterminazione delle donne, la libertà dell'azione e le metodologie dei Centri, utilizzate in trenta anni di attività ed esperienze. Anche per questo è stato predisposto l'appello 'Avete tolto senso alle parole' che potrà essere sottoscritto online alla pagina http://www.progressi.org/avetetoltoilsensoalleparole oppure nel corso della manifestazione. Siamo uscite dal silenzio, abbiamo detto se non ora quando ed ancora nonunadimeno. Ma il tema complessivo resta quello della violenza maschile, che si registra ovunque, anche nelle famiglie: non a caso il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o un ex e solo il 4,6%, secondo l'Istat, da estranei.

- La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo! Le associazioni, oggi rinnovate e rafforzate, vanno al confronto con le amministrazioni, la rete pubblica e sociale, la cittadinanza attiva e gli uomini che vogliono prendere parola sul grave fenomeno che li riguarda direttamente.

"A queste tragedie umane - aggiungono - se ne aggiungono delle altre, generate da quelle che sono vere e proprie ossessioni, che fanno meno clamore (ma sono comunque in costante crescita) perché accadono nel mondo virtuale, ossia su quella vastissima piattaforma che è rappresentata dal mondo di internet e dove non tutto riesce a venire a galla: il cyber-bullismo, il sexting, e tantissimi altri esempi di sfruttamento da parte di gente senza scrupoli".