Vivendi non ha rispettato obbligo di notifica. Arriva la multa

29 Settembre, 2017, 03:05 | Autore: Nazario Acquaviva
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I francesi avrebbero infatti potuto/dovuto notificare al nostro governo l'avvenuta acquisizione del controllo de facto di Tim già nel 2016, per permettere un eventuale e tempestivo esercizio del potere di veto. Le norme autorizzano palazzo Chigi a comminare una multa che può arrivare fino a 300 milioni di euro. Alcuni settori e dati sensibili di Telecom Sparkle saranno dunque "off limits" per i francesi, che spiega il 'Corriere', "conserveranno il controllo economico della società ma la governance avrà dei paletti invalicabili, corrispondenti a precisi interessi strategici italiani". La notifica consente al governo di esercitare la 'Golden Power'.

Nel frattempo, però, è entrato nel gruppo Amos Genish, un altro manager di Vivendi, nuovo direttore operativo di TIM e dato tra i possibili successori all'ex AD. Da fonti della compagnia telefonica trapela una posizione netta, incentrata sul fatto che "non sussisteva alcun obbligo di notifica, non avendo mai adottato alcuna delibera, atto o operazione che avesse per effetto una modifica della titolarità, del controllo o della disponibilità della rete di comunicazioni elettroniche oggetto delle norme di legge in materia di golden power, rete che è quindi rimasta sempre nella piena titolarità, controllo e disponibilità di Tim". Non è ancora stata messa nero su bianco, ma in qualche modo appare tracciata in modo irreversibile. Il nuovo ad che vuole "riportare Tim ai fasti che le competono, contribuendo in maniera determinante alla digitalizzazione del Paese, alla creazione della Digital Italy", sostiene che il gruppo "deve avere una collaborazione costruttiva con le istituzioni e le autorità".