AI domiciliari con una pistola carica, in carcere

30 Settembre, 2017, 21:29 | Autore: Rufina Vignone
  • L'avvocato Remigio Sicilia

L'attività trae origine dagli approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano sui noti summit di 'ndrangheta tenutisi a Legnano (MI) e a Paderno Dugnano (MI), già oggetto di indagini nell'ambito dell'operazione "Infinito". Pur denunciato per evasione (non avrebbe dovuto uscire da casa senza l'autorizzazione del tribunale di Sorveglianza) e finito ieri a processo per direttissima davanti al giudice Claudio Marassi, è stato rispedito a casa dopo aver patteggiato 5 mesi di carcere. I destinatari delle misure cautelari (21 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 misure interdittive della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio), spiegano i carabinieri, sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, corruzione per un atto d'ufficio, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale.

Il malcapitato ha immediatamente telefonato alla sala operativa della questura, dando una descrizione precisa dell'aggressore e del suo abbigliamento. A rischio di continui scontri con la moglie, evidentemente una "tortura" peggiore della galera. I militari non hanno potuto che arrestare l'uomo, reo questa volta di aver evaso i domiciliari, e fargli trascorrere una notte nella cella di sicurezza. Dopo la convalida dell'arresto l'uomo tornò a casa ai domiciliari in attesa del processo per direttissima che era stato fissato per il 14 novembre. Niente da fare, obiettivo non c'entrato. Difensore sempre l'avvocato Remigio Sicilia. Lui ci spera: meglio la prigione al matrimonio.