Ilva, sciopero dei lavorati. Calenda: "Proposta dell'azienda irricevibile"

10 Ottobre, 2017, 16:55 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Un operaio dell'Ilva in una

Genova - Oggi presso il Ministero dello Sviluppo Economico il ministro Calenda ha comunicato ad Arcelor Mittal che non è accettabile aprire il tavolo senza garantire le condizioni salariali e contrattuali dei lavoratori. "Notizie che la Regione apprende esclusivamente dalla stampa perché, voglio ricordare, che non siamo mai stati convocati al tavolo Mise" ha aggiunto, a seguito della comunicazione dei circa 4mila esuberi fatta ai sindacati dalla società aggiudicataria dell'Ilva. Si tratta di una bozza di lavoro per la trattativa in partenza, ma da subito ha fatto salire l'attenzione sul tema occupazionale. Per l'azienda è "vitale che l'implementazione del piano non venga ritardata". "Al governo chiedo - conclude Liviano - che tenga la barra dritta e che faccia rispettare a Mittal quanto previsto dalla procedura in atto che, lo ricordo, non può prescindere dall'accordo sindacale, e cioè il trasferimento al nuovo soggetto del numero minimo di 10mila unità lavorative nonchè la quantificazione in 50mila euro annui per quanto riguarda il costo di ciascun lavoratore".

Nel marasma generale, infine, ne usciranno sconfitti - come spesso e volentieri capita nel nostro Paese - i lavoratori, il cui destino è legato all'accettazione di condizioni comunque non ottimali, data la presenza di regole introdotte da chi ora difende le condizioni dei singoli, oppure al ritiro del gruppo, cosa non del tutto improbabile, che porterebbe ad una nuova contrattazione ed al ripristino di un circolo vizioso fondato sull'apparenza. Il ministro dello Sviluppo economico ha quindi chiarito di aver annullato il tavolo perché "come Governo non possiamo accettare alcun passo indietro su retribuzioni e scatti di anzianità acquisiti che facevano parte degli impegni". In particolare, i lavoratori dell'Ilva contestano la proposta di essere riassunti ex novo, perdendo i diritti dell'articolo 18 e venendo inquadrati secondo il Jobs Act, rimettendo a livello di anzianità. "Il resto sarà oggetto della negoziazione sindacale".

Marco Bentivogli, segretario della Fim, ha sottolineato come "con queste premesse più che un intesa si ravvisa solo la volontà di scontro da parte dell'azienda". Ora toccherà ai sindacati trattare per riuscire a mantenere i livelli retributivi.