Legge elettorale, il Pd chiede a Gentiloni di porre la fiducia

10 Ottobre, 2017, 14:50 | Autore: Menodora Allio
  • Legge elettorale fiducia ora le elezioni sono più vicine. Ipotesi 4 marzo

Arriva oggi alla Camera la nuova legge elettorale, il Rosatellum, accompagnata da uno strascico di accuse e minacce dopo la decisione del Partito democratico di blindare il voto in aula con la fiducia. Notizia che ha fatto andare su tutte le furie il Mdp: "Si scherza col fuoco".

In realtà che il Pd volesse escludere qualsiasi intoppo con ogni mezzo era noto ai più da giorni, dal Movimento Cinque Stelle, da subito contrario a questa nuova legge elettorale, è già pronto il fuoco di fila di emendamenti. "Dopo la riunione di maggioranza - ha dichiarato il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, promotore della legge che infatti porta il suo nome - ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo". Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento.

"È comprensibile che, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, la maggioranza che sostiene Paolo Gentiloni chieda al governo di porre la questione di fiducia come strumento per l'approvazione della legge elettorale". Roberto Speranza non vuole credere che sia vero.

Forza Italia e Lega hanno reagito in maniera simile. Nonostante il sostegno alla legge di Forza Italia, Lega, Ap e gruppi centristi, il rischio che qualcuno affossi il Rosatelllum è sempre dietro l'angolo.

Opposizione totale del Movimento 5 Stelle: "Se il governo dovesse porre la fiducia sul Rosatellum sarebbe un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini".

La Lega ha fatto sapere che "Non voteremo la fiducia ma diremo sì alla legge", e Forza Italia "voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia", fa sapere Renato Brunetta. Entrambi gli schiramenti hanno detto chiaramente di appoggiare la legge, ma hanno poi precisato che non sosterranno affatto la fiducia.