Disabile e cieco, Loris Bertocco in Svizzera per la morte assistita

12 Ottobre, 2017, 13:36 | Autore: Menodora Allio
  • Paralizzato e cieco, la scelta di Loris: in Svizzera per morire

È un passaggio di una lunga lettera con cui Loris Bertocco, originario di Fiesso D'Artico (Venezia), paralizzato in seguito a un incidente dall'età di 18 anni e cieco dall'età di 38, ha spiegato a Repubblica le ragioni dell'addio e della scelta di suicidio assistito in Svizzera. Ma durante la sua vita era stato attivista del Movimento Vita Indipendente per le persone con disabilità, esponendo descrizioni della sua vita difficile, degli affetti sempre presenti, delle difficoltà di essere riconosciuto come invalido dalle istituzioni e del loro scarso supporto.

Loris Bertocco ha scelto la Svizzera per il suicidio assistito.

Sono passati quattro anni dalla presentazione del testo alla Camera, quando a firmare furono 67mila cittadini, che chiedevano l'eutanasia legale, sostenuta dai Radicali italiani. Nel tempo, le lesioni gravissime subite e problemi successivi ne avevano peggiorato la condizione di salute, aggravata da una progressiva perdita della vista che lo aveva anche reso cieco. Ed è qui che lancia il suo atto d'accusa: "Sono convinto che, se avessi potuto usufruire di assistenza adeguata, avrei vissuto meglio la mia vita, soprattutto questi ultimi anni, e forse avrei magari rinviato di un po' la scelta di mettere volontariamente fine alle mie sofferenze". Ad annunciare la scelta di Loris Bertocco sono stati Luana Zanella e Gianfranco Bettin, esponenti dei Verdi.

"Il memoriale che ha lasciato e ci chiede di diffondere - conclude Bettin - ricostruisce il suo amore per la vita, la sua tribolazione, la sua lotta, la protesta per l'insufficiente assistenza che le persone come lui ricevono dalle istituzioni preposte".

"Un uomo generoso e tenace, impegnato su molti fronti - ricorda Bettin - Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete. Parlava da tempo di questa sua scelta finale". Ambientalista convinto, era stato tra i fondatori dei Verdi italiani e non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale, contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace'. E' così che ieri mattina alle 11 l'uomo ha messo la parola fine alla sua esistenza in una clinica di Zurigo.