Bankitalia. Gentiloni: "Rapporti Governo-Pd ottimi". Calenda: "se è strategia errore gravissimo"

22 Ottobre, 2017, 01:52 | Autore: Menodora Allio
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"Fermo restando che la scelta del governatore la fa il presidente del Consiglio, e che io sarò al fianco del presidente del Consiglio, perché da segretario del partito mai mi permetterò di mettere in discussione il suo operato, vi sembra che sulle banche in Italia sia andato tutto bene?". È duplice l'impegno di Matteo Renzi sul caso Bankitalia. Dopo la mozione, voluta e votata improvvisamente dal Pd e che ha riscritto le regole della nomina, facendo in modo che la conferma di Visco non sia più così scontata (anzi), sono intervenuti sulla vicenda anche gli altri partiti. Se venisse riconfermato infatti, ragiona un dirigente Dem, la tensione di questi giorni potrebbe sfociare in un duro scontro in commissione d'inchiesta sulle banche tra la rappresentanza renziana e lo stesso governatore Visco. Puntualizzando: "Non parlo neanche sotto tortura". Vale a dire: "L'autonomia di Bankitalia, autonomia che ha un valore in sé, un valore per i mercati, sembrano cose strane però esistono, sono consolidate". Probabilmente è stato programmato dal capo di governo italiano per fare pressing su quel preciso dossier: "Ho portato un istogramma in cui si vede che in Italia in otto mesi gli Npl (Non performing loan, crediti deteriorati, ndr) sono diminuti del 25%", ha detto Gentiloni, "bisogna assicurarsi che non vengano prese decisioni che riaprono dossier ormai chiusi". "Lo sottoscrivo e lo condivido totalmente".

Si vedrà. Da parte sua a Bruxelles, Gentiloni non spende parole di difesa per Visco o per Bankitalia, per carità di patria. Ho visto tutti concentrati sulla mozione del Pd quasi fosse una spy-story. "Ma come può confermare Visco dopo che gran parte del Parlamento, da M5s a Salvini, lo ha criticato?", domandano a taccuini chiusi i renziani, che reputerebbero un successo anche un avvicendamento con un dirigente interno a via Nazionale. Peccato che Gentiloni non conoscesse il testo. L'incredulità e l'agitazione della ministra l'hanno portata poi ad allontanarsi in tutta fretta dalla conferenza dei capigruppo al Senato per raggiungere la Camera dove il Capogruppo Pd Ettore Rosato e la Sottosegretaria Maria Elena Boschi si stavano occupando proprio della mozione, protagonista della telefonata. Ribadisce che la mozione, dichiarata ammissibile dalla Boldrini, aveva "precedenti nel 2005" (un riferimento che aveva fatto irritare Prodi) e aggiunge che non è "lesa maestà" attaccare Bankitalia. "E noi questo percorso lo dobbiamo accompagnare e incoraggiare".