Lettera della Ue all'Italia: attenti a non annacquare la manovra

23 Novembre, 2017, 17:25 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Il ministro Padoan con il commissario Ue Moscovici

E' lo stesso pianificato dall'Italia, ma attualmente non lo vediamo ancora interamente presente. L'Italia, come gli altri quattro paesi che rischiano di violare il Patto di Stabilità e Crescita (il cuore della governance economica dell'Unione Europea) dovrà quindi adottare le misure necessarie per correggere il proprio percorso di bilancio. L'Italia deve attenersi "alle importanti riforme di bilancio strutturali, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito italiano", ha detto il responsabile europeo della vigilanza sui conti pubblici, illustrando i contenuti della lettera firmata assieme al commissario Moscovici.

La richiesta è quella di un aggiustamento di 0,2 punti percentuali, che si stima attorno ai 3,4 miliardi di euro.

Conti, UE: cartellino giallo all'Italia. Perciò è importante usare questa congiuntura economica per far scendere il debito.

La Commissione Ue ha, quindi, inviato una lettera all'Italia per informare il governo che intende rivalutare il rispetto da parte del Paese della regola del debito nella primavera del 2018. Fonti ministeriali affermano che la Commissione Europea "apprezza i risultati del processo di consolidamento dei conti pubblici messo in atto dal governo negli ultimi anni e per il 2018 riconosce la misura dello 0,3% per l'aggiustamento strutturale del bilancio".

Dombrovskis e Moscovici hanno chiesto al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. "Il governo - fanno sapere fonti del Mef - è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi". riproduzione riservata ®. Manovra che deve essere attuata rigidamente, per realizzare uno sforzo strutturale pari almeno allo 0,3% del Pil.

La questione, come aveva anticipato anche Dombrovskis in un'intervista esclusiva rilasciata all'Ansa, è che "l'alto debito dell'Italia è un motivo di preoccupazione", in quanto non sta scendendo in base a alle "regole dell'Unione europea".

In sostanza, tra il peggioramento del 2017 e il piccolo miglioramento del 2018, mancherebbe ancora uno 0,3.

Anche Germania, Francia, Spagna, Olanda e Irlanda sono attentamente monitorate dalla Commissione UE che, tramite l'analisi dell'Alert Mechanism Report, rileva squilibri eccessivi e per questo, a febbraio 2018 saranno oggetto di approfondita revisione, quando i Paesi membri presenteranno i loro rapporti.

Anche alla luce di questo scenario molto realistico prospettato dalla Commissione UE, appare sempre più inopportuno lo sciopero deciso dalla CGIL per il 2 dicembre prossimo.