Manovra, adeguamento pensioni da 2019 tranne 15 lavori "gravosi"

23 Novembre, 2017, 21:21 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Manovra stop all'aumento dell'età della pensione per 14600

E quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna l'emendamento sulle pensioni depositato dal governo.

Per quasi 15mila lavoratori (14.600 per l'esattezza) non scatterà l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni previsto per il 2019: i 'fortunati' sono stati individuati all'interno delle 15 categorie appartenenti ai cosiddetti lavori gravosi. Nella relazione tecnica all'emendamento, il governo ha previsto l'esonero dall'aumento dell'età pensionabile per 14.600 persone che svolgono attività lavorative considerate "gravose". Si sale poi a 121,9 milioni nel 2019, 176,7 milioni nel 2020, 261,6 milioni nel 2023, fino a 300,2 milioni a regime nel 2027. Per il primo anno, l'Esecutivo prevede una spesa pari a 100 milioni, mentre per il triennio fino al 2021 di quasi 385 milioni. Gli oneri complessivi tengono conto non solo dei 'gravosi', ma anche delle modifiche ai trattamenti di integrazione salariale.

Sul tema della previdenza complementare, l'intesa con i sindacati prevede l'introduzione di incentivi idonei per incrementare l'adesione dei lavoratori del settore pubblico attraverso la parificazione della tassazione sulle prestazioni al livello di quella dei privati; forme di adesione basate anche su sistemi di silenzio-assenso, come definite dalle parti istitutive dei Fondi, destinate ai pubblici dipendenti che saranno assunti in futuro. La proposta, si legge nell'intestazione, riguarda "i lavoratori addetti ad attività gravose" e "lo sviluppo della previdenza complementare, conseguenti al confronto tra governo e organizzazioni sindacali del 21 novembre". Lo si legge in una tabella della relazione tecnica all'emendamento.

DAL 2021 SCATTO TRE MESI Cambia il meccanismo di adeguamento dell'età per la pensione all'aspettativa di vita, che terrà conto anche dei 'picchi negativì, cioè degli eventuali arretramenti dell'aspettativa di vita, e che non potrà più essere di più di 3 mesi. Inoltre si assume per il calcolo dell'adeguamento della media della speranza di vita nel biennio di riferimento rispetto a quella del biennio precedente.