Web tax, ci siamo: imposta del 6% sui Big della rete

27 Novembre, 2017, 20:01 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Web tax rinviata all'anno prossimo

La web tax entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 e non più, come previsto in un primo momento, dal primo luglio 2018. La norma approvata stabilisce poi che la web tax non si applica alle imprese agricole e ai soggetti che hanno aderito al regime forfettario o al regime di vantaggio per i contribuenti di minore dimensione. Infatti, sono tre i provvedimenti attuativi che dovranno rendere operativa l'imposta: un decreto del Ministero dell'Economia dovrà fissare il perimetro della base imponibile entro il 30 aprile 2018. Nella nuova formulazione dell'emendamento il rischio potrebbe essere quello di vedere applicata la cedolare del 6% anche ai prodotti targati made in Italy venduti all'estero. Nei successivi 60 giorni il direttore dell'agenzia delle Entrate dovrà indicare le modalità di segnalazione al Fisco delle operazioni che derivano da prestazioni di servizi con mezzi elettronici. La commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento alla manovra che punta a introdurre dal 2019 un'imposta al 6% sulle transazioni digitali relative a prestazioni di servizi tramite mezzi elettronici. Quel che è certo, oltre all'entità dell'aliquota, è che le banche e gli intermediari finanziari opereranno come sostituti di imposta: a loro in sostanza spetterà il compito di applicare una ritenuta d'imposta con obbligo di rivalsa sul soggetto che riceve i corrispettivi. In realtà il gettito atteso sarebbe di 228 milioni di euro, ma per via del credito di imposta che viene riconosciuto alle imprese residenti in Italia, e comunque assoggettate alla web tax, si finisce di fatto col non superare i 114 milioni di entrate.

Nella relazione tecnica presentata dalla Ragioneria dello Stato si fa un riferimento all'impatto che avrà la web tax sui ricavi delle pubblicità online, di 1,9 miliardi di Euro nel 2016.