Nord Corea. Russia contro Usa: "Azioni provocatorie"

03 Dicembre, 2017, 04:54 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Nord Corea. Russia contro Usa: “Azioni provocatorie”

Ha poi ribadito che gli Usa sono determinati a difendere sé stessi e i propri alleati dalla crescente minaccia rappresentata dal regime di Pyongyang.

I media riferiscono poi che in base alle analisi americane, se lanciato su una traiettoria convenzionale, il missile avrebbe potuto percorrere tredicimila chilometri, andando a colpire qualsiasi parte del territorio continentale degli Stati Uniti. Il recente test balistico effettuato ha fatto riunire in emergenza il consiglio di sicurezza dell'Onu.

L'Italia, che ad ottobre aveva espulso l'ambasciatore nordcoreano, è stata indicata dal segretario di stato Usa Rex Tillerson fra i partner europei che sostengono la tattica di pressione economica e diplomatica contro la Nord Corea. L'ambasciatore americano Nikki Haley ha voluto sottolineare che l'azione del dittatore nordcoreano avvicina una guerra e non la allontana. "E se la guerra ci sarà, il regime della Corea del Nord sarà completamente distrutto".

Nella crisi perenne tra Nord Corea e Stati Uniti d'America, ma stavolta a mettere un freno ci pensa la Russia. Si chiede difatti di espellere le persone di origine coreana dal proprio Paese, fermare le importazioni dalla Corea del Nord e le esportazioni dirette a quello Stato e a Pechino di bloccare i rifornimenti petroliferi. In grado, a quanto pare, di raggiungere persino gli Usa.

Donald Trump ha infatti annunciato "altre massicce sanzioni a carico della Corea del Nord" e, in un comizio nel Missouri, allunga la serie di insulti personali rivolti a Kim Jong-un, definendolo "un cagnolino malato". Inoltre aveva avuto un colloquio telefonico con la Cina e il suo leader Xi Jinping. I nordcoreani "sono pronti a parlare, tuttavia la Corea del Nord ha posto una condizione: dovrebbe essere riconosciuta come una potenza nucleare" ha detto Vitaly Pashin a Russia Today.

In questo scenario a giocare un ruolo fondamentale è proprio la Cina, "che ha tutto l'interesse - sottolinea Francesca Manenti - a mantenere la stabilità del regime nord coreano, Paese cuscinetto nel Pacifico sotto il punto di vista dei giochi di forza, ma anche utile ad impedire un crollo socio-umanitario della Corea del Nord che si ripercuoterebbe sui suoi confini". In risposta, la Cina ha solamente confermato che la denuclearizzazione e' un obiettivo che si sono prefissati da tempo. Anche in merito all'introduzione di nuove sanzioni Lavrov ha parlato di strada sbagliata e non indirizzata al dialogo, ed ha spiegato di ritenere che "questo sia un grosso errore".