Istat: quasi la metà dei residenti al Sud è a rischio povertà

06 Dicembre, 2017, 15:25 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Povertà al galoppo in Italia

Secondo l'Istat, aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (che passano al 20,6% dal 19,9%) sia la quantità di coloro che vivono in famiglie con gravi problemi economici (dal 11,5% al 12,1%). "Nel 2016 si stima che le persone a maggior rischio di povertà o esclusione sociale vivano in famiglie di coppie con tre o più figli (46,1%), monogenitore (38,8%) e in famiglie con cinque o più componenti (43,7%)". Questa è la traduzione in numeri assoluti di una percentuale pari al 30%. La popolazione che si trova a rischio di povertà o esclusione sociale oltrepassa di 5.255.000 unità il target previsto.

In particolare, spiega, nel 2015, "la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata". Sulla base di tali informazioni, l'Unione europea calcola gli indicatori ufficiali per la definizione e il monitoraggio degli obiettivi di politica economico-sociale perseguiti dalla Strategia Europa 2020, che si propone di ridurre di 20 milioni gli individui esposti al rischio di povertà o esclusione sociale a livello Ue entro il 2020.

Sottoscritto nel pomeriggio di oggi il protocollo di intesa tra il Comune di Cremona, la Società San Vincenzo de' Paoli, Caritas Diocesana, il Centro di Solidarietà il Ponte, il Consorzio Solco Cremona, per la realizzazione di azioni coordinate di contrasto all'esclusione sociale e alla povertà. Il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, era pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014). Circa il 50% delle famiglie residenti in Italia gode di un reddito netto che non supera i 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014).

L'aumento mediano cresce in maniera significativa nel mezzogiorno (+ 2,8% rispetto al 2014) quindi quasi più del doppio rispetto alla media nazionale anche se rimane su un volume molto inferiore (20.557 euro, 1713 mensili).

Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Al Nord il rischio è minore, ma le cifre negative sono comunque in aumento. I paesi dove i redditi sono in assoluto distribuiti in modo più diseguale sono Romania, Lituania e Bulgaria.

Più esposti al rischio di povertà/esclusione sociale, come spesso accade, sono gli italiani residenti al Sud, mentre sul fronte della composizione familiare, a preoccupare l'Istat sono sia i nuclei con oltre 5 componenti (il rischio sale dal 31,6% al 34,9%), sia quelli con uno o massimo due componenti (il rischio vola dal 22,4% al 25,2%).

Tuttavia, c'è chi sta peggio.