Grasso organizza anche in Sicilia il mondo alternativo al Pd

07 Dicembre, 2017, 09:16 | Autore: Menodora Allio
  • SCENARIO/ Sciopero Cgil & Grasso, comincia l'assedio al Pd renziano

Siamo al cospetto di partiti che pur avendo una comune matrice ideologica sono attraversati da faide interne e distinguo di metodo e di azioni che li hanno tenuti separati e diffidenti a lungo rispetto ai gruppi fratelli.

Il Pd è il partito che sembra destinato a dover pagare il conto più salato. Intorno a Pietro Grasso si sta organizzando anche nell'Isola il mondo alternativo al Pd con Liberi e uguali. Piuttosto pensiamo, da un lato, alla "resistenza" di un gruppo dirigente postcomunista che ha responsabilità enormi sul ritardo e poi sugli improvvisi camuffamenti della sinistra italiana (Bersani, D'Alema) e, dall'altro lato, nello stesso tempo, all'avventurismo spensierato, aggressivo, falsamente nuovista dei Renzi, dei Franceschini e di altri personaggi che arrivano dalla cultura del dossettismo e di un brav'uomo come La Pira, i quali comunque nulla hanno a che fare con una sinistra moderna e realmente riformista. Come potrà un candidato del genere appassionare le periferie, che si sentono sempre più tagliate fuori e che ribollono di rabbia e di fascismo? "Ma oggi con la sua scelta, che va rispettata, questa prospettiva è più difficile". Secondo i primi sondaggi, 'Liberi e uguali' vale già adesso più del 5%, ma, almeno per ora, bisogna tener conto dell'effetto novità e dell'effetto Grasso. Quando Pietro Grasso, leader o quanto meno uomo immagine della nuova formazione conclude il suo intervento all'assemblea nazionale scandendo per tre volte la frase "liberi e uguali", i militanti si sciolgono in un applauso liberatorio. Non si conosce bene ancora il destino di Laura Boldrini, la presidente della Camera, ma è indubbiamente Grasso il nome di peso, il personaggio che offre consistenza a un elettorato vasto, un po' di più che i "pesi leggeri" come gli spensierati Speranza e Civati. "Renzi - sottolinea - aveva detto che noi eravamo elettoralmente irrilevanti, quindi questi appelli contraddittori". L'impressione è che questa grande adunata dell'Eur sia un fatto quasi emergenziale e una manovra per liquidare l'attuale impasse della sinistra. Un capo che avrà una coda, naturalmente, anche in Irpinia, soprattutto ma non solo nella contabilità dei seggi che saranno assegnati con le prossime elezioni. Quanto a "Liberi e uguali" a me sembra che quel titolo evochi i principi della Rivoluzione francese, dalla quale è nata la sinistra dell'era moderna. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema.

Tuttavia, bisogna considerare che la neonata formazione non è un partito, ma una lista unitaria, il che lascia supporre che le tre componenti che ne fanno parte manterranno la propria fisionomia e indipendenza, e bisognerà vedere se la coesione durerà anche dopo le elezioni. Dal Pd "è stata sottovalutata questa destra regressiva che si sta levando". Da regolamento interno del Pd, infatti, ogni parlamentare deve versare ogni mese 1.500 euro nelle casse del partito, ma in realtà non tutti gli eletti lo fanno regolarmente dunque nel corso delle legislature si accumulano delle pendenze.