Lo scontro sulle Banche. Anche Zonin e Consoli testimoni in parlamento

07 Dicembre, 2017, 14:21 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Banche verso ok audizione Ghizzoni

A convincersi è stato il Pd, che pure aveva condotto, alla pari di altre forze politiche minori rappresentate in commissione, una "resistenza" per far sì che tale audizione non avesse luogo. Sulla vexata quaestio c'era stato qualche giorno fa un botta e risposta tra Maria Elena Boschi e Ferruccio de Bortoli a colpi di tweet, dopo le polemiche e le accuse sulla vicenda, che vede coinvolto il padre della sottosegretaria alla presidenza del consiglio, Pierluigi Boschi. Se il diretto interessato si è trincerato dietro un ostinato silenzio, la Boschi ha invece sempre negato, annunciando una denuncia per diffamazione.

La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche convocherà entro il 22 dicembre l'ex direttore generale di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, l'ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, oltre all'ex manager di Bim Pietro D'Aguì ed all'ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni. Il 14 giugno 2017 i legali dell'istituto di credito hanno dato l'avvio dell'azione di responsabilità che presenta un conto da 2,3 miliardi a titolo di danni "nei confronti di ex amministratori e sindaci alternatisi in carica fino al 26 aprile 2014".

Banche, oggi decisione su nuove audizioni in Commissione

Intanto proprio ieri sera Maria Elena Boschi, ospite di 'Porta a Porta', ha parlato ancora: "Io non faccio l'avvocato difensore di mio padre, ma io non sono mai venuta meno ai miei doveri costituzionali". Anche su Consoli e Zonin, il presidente Casini si era detto contrario, ma in serata la commissione ha deciso di sentirli. I processi - dice - li stanno facendo nei talk show e nelle aule parlamentari mentre devono essere fatti nelle aule giudiziarie, ma serve attenzione su tutte le banche italiane, anche su quelle venete, ad esempio, perché i risparmiatori vanno tutelati tutti.

La decisione è stata presa nonostante la contrarietà di Casini, che già nei giorni scorsi aveva sostenuto che sul dossier Etruria non fossero necessarie altre audizioni.