Il chirurgo Zorro che incide iniziali sugli organi dei pazienti

16 Dicembre, 2017, 11:35 | Autore: Rufina Vignone
  • Il chirurgo-Zorro il dottor Simon Bramhall

Due lettere: "SB". È questa la 'firma' che il dottor Simon Bramhal, di 53 anni, ha lasciato sul fegato di due pazienti mentre eseguiva un trapianto.

Il chirurgo inglese, in base agli accertamenti, avrebbe segnato le sue iniziali sul fegato dei malati in due occasioni: il 9 febbraio e il 21 agosto del 2013.

E' una notizia sconvolgente quella che viene dall'Inghilterra, anche perché il protagonista è un grande chirurgo del fegato, della milza e del pancreas.

La storia è balzata agli onori delle cronache qualche anno fa, precisamente quando un medico stava controllando uno dei pazienti operati da Bramhall. Si è meritatamente guadagnato il titolo di migliore chirurgo all'interno dell'ospedale Queen Elizabeth situato a Birmingham, in Gran Bretagna. Ma mai prima d'ora qualcuno aveva pensato di avere una firma anche in qualche organo. L'estate successiva, mentre era in corso un'indagine disciplinare interna sulla sua condotta, Bramhall aveva rassegnato le dimissioni dall'ospedale di Birmingham. Non per niente è stato soprannominato "il chirurgo zorro".

Ieri, davanti ai giudici, il chirurgo Bramhall ha rimarcato le sue colpe, dicendosi pronto alla condanna. Il medico è sotto processo per i danni fisici commessi nel 2013 e la sentenza è attesa per il 12 gennaio - riporta il 'Telegraph' - il chirurgo ha ammesso comunque le sue responsabilità. Essendo un caso nuovo e non essendovi perciò precedenti nella giurisprudenza, non sarà semplice emettere un verdetto. "Anche se avesse inciso le sue iniziali su un organo è così grave?"

La corte ha aggiunto che il 53enne aveva agito sotto gli occhi dei colleghi.

'E' stata un'applicazione intenzionale della forza illegale a un paziente anestetizzato. Simon Bramhall è sempre stato considerato un medico dal comportamento irreprensibile. "Stiamo parlando di persone, non di libri per gli autografi", ha attaccato un'associazione in difesa dei due pazienti, appoggiata dal consiglio dei Medici, che ha condannatola sua azione poiché "rischia di screditare la professione".