Separate le due gemelle siamesi

22 Dicembre, 2017, 16:12 | Autore: Rufina Vignone
  • Gemelline siamesi di 7 mesi separate con successo al Bambin Gesù

Gemelle siamesi separate, un altro intervento perfettamente riuscito a Roma, all'Ospedale Bambin Gesù.

Ma ora hanno avuto la possibilità di conoscersi e soprattutto di guardarsi negli occhi, Francine e Adrienne, le due gemellini di sette mesi provenienti dal Burundi. Il parto risulta semplice e vede venire alla luce tre gemelle: la prima è stata Jezerine, sana e rimasta nel suo paese affidata alle suore, Adrienne e Francine, siamesi. L'intervento che le ha separate è durato la bellezza di 12 ore, con l'avvicendarsi di quattro equipe di chirurghi ed infermieri, in tutto 25 persone, coordinati dal direttore del Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica, il dottor Pietro Bagolan. Le neonate avevano in comune il midollo spinale, che correva dall'una all'altra senza interruzione, formando una sorta di V all'interno delle vertebre; il sacco durale (la membrana che riveste il midollo); la parte terminale dell'intestino retto, l'ano e lo sfintere.

Posizionate schiena contro schiena, erano unite per la zona sacrale.

Per il Bambin Gesù questa è stata la seconda separazione [VIDEO] di gemelle a distanza di poche settimane dalla prima. L'intervento chirurgico e l'intero percorso clinico post-operazione rientra nell'ambito delle missioni umanitarie dell'Ospedale Pediatrico della Santa Sede. Per organizzare l'intervento delle due bambine, è stato necessario seguire una fase di preparazione durata circa 3 mesi, ricorrendo all'odierna tecnologia scientifica e all'ausilio di stampe 3D, risonanze tridimensionali e TAC di ultima generazione. Lo scorso ottobre, infatti, è avvenuto un intervento simile, in cui furono separate Rayenne e Djihenne, due piccole algerine che erano unite per il torace e per l'addome. Bagolan - è stata separare il midollo spinale senza sacrificare le varie radici nervose; ricostruire velocemente il sacco durale per evitare perdite di liquido cerebro-spinale e ricreare l'area ano-rettale mantenendo integra la funzionalità dello sfintere. "Il nostro obiettivo prioritario - conclude il direttore del Dipartimento di Neonatologia - era garantire alle bambine la migliore qualità di vita possibile tenendo conto che torneranno a crescere in un'area geografica in cui i presidi sanitari sono una rarità".