Sacchetti per frutta e verdura a pagamento: ecco quanto 'peserà' alle famiglie

02 Gennaio, 2018, 21:23 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Sacchetti per frutta e verdura a pagamento: ecco quanto 'peserà' alle famiglie

Il 2018 si è aperto con una importante novità: dal 1 gennaio sono al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce, affettati; al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili ma saranno a pagamento.

La legge stabilisce anche che le borse ultraleggere dovranno essere composte da materiale biodegradabile per un minimo del 40 per cento; dal primo gennaio 2020; la percentuale dovrà salire poi al 50 per cento, e dal primo gennaio 2021 al 60 per cento. Una modifica dunque alle abitudini di milioni di famiglie [VIDEO] che fino ad oggi erano abituati ad utilizzare buste di plastica per poter conservare determinati prodotti, le stesse che adesso si pongono protagoniste indirette ed incolpevoli di una nuova e odiata tassa. Biodegradabilità, compostabilità e contenuto di materia prima rinnovabile dovranno essere certificati da organismi accreditati.

Si prevedono multe salatissime per chi viene colto sprovvisto degli adeguati sacchetti biodegradabili, gravosi su consumatori per pochi centesimi per busta, dai 2 ai 4. Se fosse estesa a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati in termini sarebbero molto più rilevanti.

Chi non l'ha presa per niente bene è il Codacons, che parla di stangata sulle famiglie. Come è noto, infatti, quasi tutti i supermercati propongono le buste per contenere la spesa a pagamento. Si tratta, spiega il presidente Carlo Rienzi, "di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini italiani che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell'ambiente".

"L'innovazione - dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purchè sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta".

Concretamente, questo significa che i supermercati e le altre attività commerciali che usano questi sacchetti - tipo i fruttivendoli, o gli alimentari - non potranno continuare a usare i normali sacchetti leggeri, che sono tra le altre cose tra i principali responsabili dell'inquinamento dei mari.