Influenza provoca tre morti in Puglia, due pazienti in coma a Udine

05 Gennaio, 2018, 10:33 | Autore: Rufina Vignone
  • Influenza verso picco si registrano le prime vittime

I dati riportati dalla SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali dipingono una situazione in linea con le influenze stagionali. Le regioni con più casi sono Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Calabria.

Nel 2017 il picco in Brianza era arrivato intorno all'11 gennaio con aumento del 30% degli accessi giornalieri rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, picchi di 400 al San Gerardo e attivazione del piano di emergenza sia a Monza che a Vimercate. "Tuttavia - conclude Galli - sulla base dei risultati virologici, sarà possibile evidenziare se vi dovesse essere una ripresa dei casi dovuti a H1N1 come all'inizio dell'epidemia del 2009". Nella settimana durante le festività, dal 25 al 31 dicembre, l'influenza ha messo a letto 673 mila italiani, con un'incidenza che si attesta a circa 11 casi ogni mille assistiti. Nella fascia 15-64 sono 10,07 i casi ogni mille assistiti e in quella pari o superiore a 65 anni a 6,27 casi. I piccoli, come prevedibile, sono i più colpiti con un'incidenza altissima, pari a 29,17 casi per mille assisti, mentre nella fascia di età 5-14 anni scende a 18,69. In notevole aumento (con un'incidenza stimata pari a 12,6 casi per mille) anche le visite per i ragazzini tra 5 e 14 anni, con decine di richieste di interventi domiciliari e in ospedale.

"In tutte le Regioni italiane - si legge nel bollettino dell'Iss - il livello di incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti tranne in Friuli V.G., Veneto, P.A. di Bolzano e Val d'Aosta in cui si mantiene a circa quattro casi per mille assistiti".

LA CURA E LA PREVENZIONE - "É essenziale rimanere a riposo e al caldo, bere bevande calde, usare antiinfiammatori e antipiretici. Si tratta di vedere se colpirà in modo massiccio anche da noi".

Nei casi non complicati, i sintomi si risolvono spontaneamente entro una settimana dall'esordio. Dunque, prepariamoci alle attese: il boom di influenza deve ancora arrivare e l'inverno è lungo. A farne le spese le categorie più a rischio come anziani e bambini. A marzo e aprile, invece, potrebbero giungere da noi altre forme virali respiratorie che possono causare sindromi simil-influenzali.