M5S: Di Maio, tilt? Disponibilità fuori dal comune

05 Gennaio, 2018, 23:17 | Autore: Menodora Allio
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E' il commento del candidato premier del M5S Luigi Di Maio sul malfunzionamento del sistema informatico del movimento ieri, che ha subito rallentamenti per l'alto numero di accessi.

E' stata scartata anche l'opzione della doppia candidatura (uninominale e proporzionale) dato che un eventuale candidato Presidente del Consiglio, sconfitto a casa sua, presterebbe il fianco a troppi attacchi politici. "Le autocandidature per le parlamentarie sono un successo".

Se come sarebbe, anzi, com'è, suo strettissimo dovere in seguito a giuramento solenne, gridasse davanti alla stampa prona che quelli non li fa manco candidare; che la Costituzione più bella del mondo non ammette vincoli di mandato punto e basta; che non sta né in cielo né in terra un partito eversivo che chieda un voto eversivo per un risultato di eversione ulteriore; che le multe dai notai se le devono quindi ficcare in quel posto; e che il popolo, volere o volare, resta più sovrano della Casaleggio & Co.

Se si guarda alla maratona elettorale che il candidato premier di M5S ha già iniziato c'è da restare a bocca aperta. Il termine, che scadeva alle 12, è stato prorogato alle 17. È accettabile che un privato possa schedare e controllare i voti di tutti gli aderenti al partito, con la conseguenza di poter avere una profilazione totalitaria delle idee degli iscritti? "Ringraziamo il garante e la polizia postale per la collaborazione".

Una misura che non è bastata a placare gli di chi si è trovato bloccato dal malfunzionamento della piattaforma Rousseau, peraltro già sotto la lente del Garante della Privacy, che aveva segnalato la scarsa sicurezza nella gestione dei dati personali, con la possibilità di infliggere sanzioni. "Tantissime persone stanno partecipando a questa prova di democrazia del M5S", si legge sul blog."Noi le liste bloccate non le facciamo nelle segrete stanze del partito, ma con consultazioni pubbliche", aggiunge Di Maio. Prima di aprire la serata, al suo arrivo, il leader pentastellato si è prima concesso ai microfoni dei giornalisti locali rispondendo sia sulle politiche regionali che nazionali.

L'incoronazione di Di Maio - troppo banalmente sbeffeggiato dai media e dai partiti tradizionali - ha notevolmente rafforzato le aspirazioni di un salto di qualità che Formiche ha sempre cercato di raccontare, senza ovviamente negare tutte le contraddizioni (sulla politica estera, solo per fare un esempio).