Venezia, furto alla Lupin: rubano gioielli del Maharaja durante la mostra

05 Gennaio, 2018, 09:34 | Autore: Cleonico Iarussi
  • Furto Palazzo Ducale al lavoro gli esperti che recuperano le opere trafugate al Museo di Castelvecchio

E non poteva essere altrimenti, visto il valore economico e storico degli oggetti esposti.L'OPERAZIONELa scelta di colpire mercoledì mattina, ultimo giorno di apertura della mostra Tesori dei Moghul e dei maharaja, non sembra casuale. La mostra era stata inaugurata a settembre e avrebbe chiuso i battenti proprio oggi. Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee ci conducono in un viaggio attraverso cinque secoli di pura bellezza e maestria artigiana, specchio della gloriosa tradizione indiana: dai discendenti di Gengis Khan e Tamerlano ai grandi maharaja che, nel XX secolo, commissionarono alle celebri maison europee gioielli d'inarrivabile bellezza e straordinaria modernità. E' su queste immagini che si sta concentrando maggiormente il lavoro da parte degli inquirenti, sempre alla caccia degli autori di quel clamoroso furto. I monili avrebbero un valore di alcuni milioni di euro. "L'indagine", ha concluso Odorisio, "è un classico mosaico, dobbiamo partire dai particolari per poi allargarci e risalire a chi ha commesso il furto. E' prematuro parlare di autori italiani o stranieri stiamo visionando anche per questo le telecamere". Nel frattempo la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Risulta essere decisamente improbabile pensare che il furto non sia stata preparato da tempo, con anche dei sopralluoghi nel palazzo dei Dogi a San Marco. "Il protocollo era adeguato e di altissimo livello - sottolinea il questore Danilo Gagliardi - così come le sale e l'intero palazzo".

Secondo le prime informazioni a forzare la teca sarebbero state due persone, una che ha agito direttamente, e l'altra che lo copriva. È quanto emergerebbe dalle riprese della video sorveglianza che mostrerebbero come il ladro, una volta aperta la teca, ha preso, infilandosi il tutto in tasca, una spilla in oro e un paio di orecchini. Sono opere minori rispetto al corpus della collezione. Intanto è scattata un'azione ad ampio raggio con l'impiego della squadra mobile e dello Sco di Roma.

Per gli investigatori i gioielli sono molto difficili da smerciare. Dall'esame dei video delle telecamere di sorveglianza si vedono i due ladri davanti alla teca: uno con funzioni di copertura, l'altro che materialmente asportava i gioielli. Il sospetto e' che un colpo del genere possa portare solo la firma di una banda internazionale altamente specializzata che abbia compiuto un sopralluogo accurato prima del furto.

Il questore di Venezia Vito Gagliardi, commentando il furto di gioielli ha spiegato: "Sicuramente abbiamo davanti dei professionisti abilissimi, riusciti nell'intento sebbene il Palazzo e le stanze fossero dotate di sistemi tecnologicamente avanzatissimi".