Visite fiscali, arriva il responso del Governo: gli orari restano invariati

05 Gennaio, 2018, 17:03 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Visite fiscali, arriva il responso del Governo: gli orari restano invariati

Questo è quanto stabilito dal decreto firmato dalla ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, e pubblicato in Gazzetta con entrata in vigore a partire dal 13 gennaio. Nel dettaglio, il decreto individua le fasce di reperibilità tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18 di ciascun giorno, mantenendo così gli orari attualmente previsti per la P.A, ma lascia immutata la differenziazione tra il pubblico e il privato, settore in cui le finestre sono più brevi e comprese ore 10 e le 12 e tra le ore 17 e le 19.

Nuove regole per le visite fiscali. 2 del Decreto Madia dispone che negli orari di reperibilità indicati dalla legge sarà possibile essere sottoposti a più controlli da parte dell'Inps in casi di malattia "sospetta". Potrà inoltre essere richiesta dal datore di lavoro pubblico "fin dal primo giorno di assenza dal servizio per malattia", tramite un canale telematico messo a disposizione dall'Inps.

L'obbligo di reperibilità è valido anche nei giorni non lavorativi e festivi. Il ministero della Pubblica Amministrazione ha motivato la scelta spiegando che "l'armonizzazione alla disciplina prevista per i lavori privati avrebbe comportato (per i dipendenti pubblici ndr) una riduzione delle fasce orarie da sette ore giornaliere a sole quattro e, quindi, una minore incisività della disciplina dei controlli". Il dipendente può anche non accettare l'esito della visita medica, facendolo presente immediatamente al medico.

Delle modifiche per quel che riguarda le visite fiscali ci saranno, ma non apporteranno cambiamenti agli orari di reperibilità nei periodi di malattia.

In caso di rifiuto a firmare il verbale della visita fiscale da parte del dipendente, il medico informa tempestivamente l'Inps e predispone apposito invito a visita ambulatoriale.

Le visite fiscali, per contrastare i furbetti della malattia, potranno essere insistenti e avere "cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale".

Esclusi dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti con "patologie gravi che richiedono terapie salvavita; causa di servizio riconosciuta", e quindi "stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%". Il verbale sarà a disposizione sia del dipendente, sia del datore di lavoro.

DECRETO 17 ottobre 2017, n. 206 Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l'accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché l'individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi dell'articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Il certificato sostitutivo per il rientro anticipato al lavoro dovrà essere rilasciato dallo stesso medico che ha redatto il certificato di malattia, ovvero da altro medico in caso di assenza o impedimento assoluto del primo. Se è vero infatti che la visita fiscale ha (o dovrebbe avere?) lo scopo di valutare solo lo stato di salute del dipendente, ci viene difficile capire come si potrà mettere in discussione tale stato di fronte ad una prognosi rilasciata dall'INAIL che è l'organo deputato alla valutazione di volta in volta dell'infortunio del lavoratore e a prescriverne la guarigione.