Sacchetti biodegradabili al supermercato: cos'è vero e cosa non lo è

06 Gennaio, 2018, 05:35 | Autore: Nazario Acquaviva
  • Perché il governo ha imposto l’obbligo

Sui diversi social impazzano commenti sui sacchetti bio, immagini spiritose e c'è chi, come il segretario del PD Matteo Renzi, affida a Fb la sua risposta in merito a chi lo accusa di complotto per favorire Novamont, l'azienda più grande in Italia che produce i famigerati sacchetti. Avremmo dovuto evitare di metterci 500 milioni, spendere risorse in ricerca per brevettare una tecnologia senza eguali. Va precisato subito: non serve, come fanno in tanti, non prendere il sacchetto, dal momento che, al momento della pesata, la "tassa" viene subito calcolata. "Avremmo dovuto evitare di assumere personale qui, nel nostro Paese", afferma ancora al Corriere della Sera.

"La ritengo una tesi oltraggiosa". Nasce a Terni, da amido di mais e oli vegetali trasformati nel cosiddetto Mater-Bi, la materia prima alla base dei nuovi sacchetti biodegradabili ultraleggeri introdotti per legge nei supermercati. Che si possa connotare politicamente la volontà del governo di recepire una direttiva comunitaria denota a che punto siamo arrivati. Infatti, l'ex Presidente del Consiglio ha postato una foto in cui c'è uno dei "meme" usati contro di lui (il suo volto applicato sull'ovale di una donna e sotto la scritta "Lei è Bernarda Renzi, cugina di terzo grado di Matteo Renzi") e allegandovi una lunga didascalia in cui replica alle accuse: "L'ultima che sta girando molto via sms è che avrei organizzato un complotto per aiutare miei amici e cugini di terzo grado impegnati nella fabbricazione dei sacchetti" attacca Renzi che spiega come il Governo abbia attuato la direttiva di cui sopra per combattere l'inquinamento "alla luce degli impegni che abbiamo preso a Parigi", mentre a proposito del fatto che la Novamont sia una azienda "amica" del PD ricorda che ci sono 150 aziende in Italia che fabbricano sacchetti di quel tipo e che l'interno era quello di non lasciare questo business nelle mani dei competitor internazionali.

Ammetterà che questa misura la avvantaggia, chiede l'intervistatore. "Ma soprattutto all'estero le bioplastiche sono prodotte anche da colossi come Basf", ha chiarito Ciafani, mettendo a tacere le polemiche. Si vuole diminuire la plastica e riutilizzarla per la differenziata. "È la rivoluzione dell'economia circolare". La norma, a sua detta, indubbiamente comporterà un aumento del fatturato delle aziende che producono bioplastiche, ma la Novamont, pur essendo leader italiano nel settore non sarebbe certamente l'unica a usufruirne. Ha cominciato la Francia a permettere l'uso degli shopper biodegradabili nel 2011.

Scoppia la polemica sui sacchetti riciclabili a pagamento per l'ortofrutta, obbligatori per legge dal primo gennaio. I nostri materiali sono in grado di creare un compost con l'organico in grado di concimare i terreni.